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Se tuo figlio ha 12 anni, gli apri un account su Facebook?

A che età devo permettere a mio figlio di aprire un account su Facebook?

È inutile girarci intorno: l’età minima è 13 anni e non importa se il pargolo in questione è particolarmente responsabile e maturo. Di regola, non ci sono attenuanti di fronte alla legge (e questa è proprio una legge americana, tanto quanto Facebook).

Chi l’ha infranta metta il dito qui sotto.

E lo faccia senza poi questa gran vergogna, perché secondo una recentissima ricerca, il genitore che ha chiuso un occhio sulle regole è in buona compagnia: il 55% di mamme e papà di dodicenni dichiara che i propri figli sono su Facebook. E, udite, udite, il 76% di quei genitori li ha aiutati ad aprire un account.

Sebbene il 53% dei genitori si dichiari al corrente che l’accesso a Facebook richieda un’età minima, la maggior parte (78%) pensa che sia accettabile che i propri figli violino questa regola.

Insomma, molti genitori aiutano i ragazzi a mentire a Facebook sull’età.

È un dato che ci deve scandalizzare? Da un punto di vista civico, credo di si. Perché non è forse il primo dovere di educatori insegnare ai nostri figli il rispetto delle regole sociali (e questa certamente lo è, perché intende proteggere i minori)?

Eppure non mi sento di stigmatizzare quel papà o quella mamma che siede vicino al proprio figlio dodicenne di fronte a un pc e, insieme a lui, compie i primi passi nella sfera del social network. È probabilmente un genitore che sta cercando di partecipare a un dialogo e di assecondare un’esigenza che si è manifestata, impellente come tutto a quell’età.

Ci sono ragazzini sotto i 13 anni che non pensano neppure a Facebook, altri che lo navigano solo per fare gli sciocchi, altri ancora che hanno la maturità per farne un uso costruttivo e consapevole. È evidente che non possa esserci una legge che li accontenti tutti.

È anche vero però che quando una regola di questo genere viene elusa da molti, è probabile che vada riformulata perché forse non risponde pienamente alle necessità e ai contesti che si verificano nella vita pratica.

I risultati della ricerca che ho citato mostrano che la maggior parte dei genitori è seriamente preoccupata della privacy e della sicurezza dei loro figli online. Su questo cercano aiuto e informazioni chiare. Allo stesso tempo dichiarano di aver bisogno di strumenti e di supporto per insegnare ai ragazzi l’essere cittadini digitali responsabili.

Sento molto di appartenere a questa categoria.

Infatti a Zuckerberg io suggerirei di cambiare tutto: invece di mettere il limite di età, gli chiederei di inventare un sistema che, in automatico, configuri le impostazioni di privacy di un account in proporzione all’età. Potrebbe essere che fino ai 16 anni ti possono vedere solo gli amici, dai 16 ai 18 anche gli amici degli amici e oltre la maggiore età sei libero di scegliere come preferisci. O comunque un sistema che, al momento della registrazione, metta bene in chiaro le conseguenze che derivano dal cliccare o meno i tanti quadratini da cui dipende la riservatezza di quello che i nostri figli fanno e scrivono online.

Chiaramente, è solo un’idea di una mamma, perfezionabile.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 14/11/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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