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Un ministro per Internet? Il dibattito in rete

Era l’11 novembre quando tra le gremite sale dell’Internet Governance Forum di Trento è maturata l’idea di indirizzare al professor Mario Monti una lettera che sottolineasse nuovamente l’importanza di Internet come “spazio di libertà globale, strumento di organizzazione politica e sociale, sostegno indispensabile dell’economia” del nostro paese. Accanto ai noti problemi economici e finanziari, secondo gli estensori della missiva anche “Lo spread digitale dell’Italia nei confronti dei principali paesi del mondo ha ormai raggiunto livelli insostenibili”. Da qui l’urgenza di acquisire una consapevolezza “anche politica” sull’importanza della questione, soprattutto alla luce del fatto che l’economia digitale nel nostro paese rappresenta già il 2% del PIL dell’economia nazionale, e negli ultimi 15 anni ha creato oltre 700.000 posti di lavoro. A conclusione di tali argomentazioni, l’auspicio che il “nuovo governo si impegni concretamente, anche attraverso la nomina di un ministro se necessario, per la piena implementazione di un’agenda digitale”. Auspicio che in breve tempo è stato ripreso, condiviso e commentato in rete, con l’apertura di un “dibattito virtuale” di quelli a cui la rete si dedica sempre più spesso in merito ai più importanti temi dell’attualità. I pareri, sia entusiasti che critici, sono stati espressi da autorevoli economisti, operatori del settore e giornalisti (“Non è un caso – scrive Massimo Sideri su Corriere.it – che ormai il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, passi più tempo con il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che con la dinastia Ford), ma anche naturalmente da appassionati e semplici utenti.

Contattato dal Vodafone Lab, l’Head of strategy Vodafone Italia Gianluca Pasquali ha commentato: “Nel particolare contesto macroeconomico in cui viviamo, dove è necessario ritrovare la crescita, mi sembrerebbe auspicabile il focus politico su un settore come internet che già oggi ha un peso sul PIL italiano quasi grande come l’agricoltura e che è previsto raddoppiare nei prossimi anni, crescendo ad un tasso medio del 15-20% per anno”. “Un elemento centrale per realizzare tale crescita nel nostro Paese – aggiunge Pasquali – è rappresentato dalla realizzazione degli investimenti necessari alla diffusione della banda ultra-larga sia mobile che fissa”. A questo proposito, Maura Satta Flores, Institutional relations Vodafone Italia, ha affermato: “Il cambio di paradigma dovuto alla diffusione della larga banda e all’accesso di massa alla tecnologia ha modificato profondamente tratti fondamentali della nostra società; oggi sono i nuovi modelli di business a risultare vincenti e ad offrire opportunità di occupazione e di sviluppo. Occorre far confluire verso una consapevole rappresentanza politica queste nuove energie. Non serve un Ministro per Internet, del resto ne sono privi Paesi che hanno fatto del web la loro bandiera come gli Stati Uniti, ma un sottosegretariato con delega all’Innovazione che si occupi di Digital Agenda, E-Government e di chi permette che tutto questo sia possibile, ovvero chi porta connettività. Indispensabile una diffusa conoscenza e la coscienza che la crescita economica passa da qui”.

Il dibattito insomma, anche a seguito della definizione della squadra del primo Governo Monti, è sempre più vivo e articolato in rete attraverso blog, siti di informazione e social network. Provate, se siete in cerca di una conferma, a seguire l’argomento #lodicoamonti su Twitter. Noi chiudiamo proprio con il pensiero espresso dal diretto interessato, ovvero il neo Presidente del Consiglio Mario Monti, durante il suo discorso in Senato, e riportato in rete: “Dal lato della spesa, un impulso all’attività economica potrà derivare da un aumento del coinvolgimento dei capitali privati nella realizzazione di infrastrutture. Gli incentivi fiscali stabiliti con legge di stabilità sono un primo passo, ma è anche necessario intervenire sulla regolamentazione del project financing, in modo da ridurre il rischio associato alle procedure amministrative. Occorre inoltre operare per raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea con l’Agenda digitale»

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 21/11/11 alle ore 11:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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