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Aiuto, arriva il Natale

Non mi si fraintenda, io non sono affatto cinica sul Natale. Ancora mi fa sentire bambina. In casa nostra ci sono sia l’albero che il Presepe.

L’albero è una specie di capolavoro, è grande ma non troppo e le decorazioni raccontano la nostra storia: infatti sono spaiate come la maggior parte delle calze che escono dalla mia lavatrice. Ancora resistono dei pupazzetti di legno minuscoli comprati per il primo albero con mio marito, in una casa così piccola che ci stava solo un pinetto alto 50 cm. Sono soffocati da grandi palle di polistirolo con il segno dei morsi di quando Giacomo e Davide mettevano ancora tutto in bocca e da angioletti di DAS colorati sommariamente da Marta all’asilo. Ci appendiamo biglietti d’auguri a mamma e papà ricamati con la punta di spillo in prima elementare e campane di carta ormai ingiallita, di fianco a più sofisticati ninnoli di cristallo comprati da me e Marta in età più adulta, quando si comincia anche ad apprezzare la delicatezza del bello.

Il Presepe è piccolo, sta su un tavolino antico, per tradizione. Ancora ogni anno ha il laghetto con la carta stagnola, paperette rubate alla mia infanzia e farina che si stende col colino.

Ogni anno mi eccito un sacco all’idea della famigliola felice che mette insieme tutto questo. Così tanto che mi accorgo solo quando è quasi finito, di averlo fatto… da sola.

In genere i ragazzi saltellano intorno, un occhio a Facebook, un impellente bisogno di giocare a qualcosa, e arrivano a partecipare giusto per la punta dell’albero (con litigata annessa a chi tocca quest’anno – e chi se lo ricorda chi l’ha messa Natale scorso???) o per il colino e la farina.

Ma poco importa. Come dicevo, mi sento ancora molto bambina quando arriva il Natale e mi va benissimo dipingere la realtà per non guastarmi l’effetto.

PERO’…

C’è una cosa che negli ultimi anni proprio non sono riuscita a dissimulare ed è l’angoscia di comprare i regali. Si badi bene, non l’angoscia di pensarli e farli, che è una gioia. È COMPRARLI, i regali. È l’approvigionamento che mi sgomenta.

Sono secoli ormai che a settembre mi riprometto di organizzarmi bene per non cadere nella trappola del freddo e della ressa in centro il 20 di dicembre che ammazza ogni piacere e puntualmente fallisco. Ma quest’anno no, nonnò!

Quest’anno si cambia registro e siccome non c’è speranza che io possa frequentare i negozi nei weekend di qui a Natale, perché con i campionati, tra rugby e pallavolo, questa mamma-taxi ha un’agenda più impegnativa della regina d’Ingilterra, ho deciso che compro tutto ONLINE.

Quando mi ha sfiorato questo pensiero mi sono detta che era una cosa un po’ triste, della serie “ma guarda che vita, non si ha neppure più il tempo di girovagare per negozi in cerca della cosa giusta, sentita”. Poi mi sono detta che non ci pareva forse triste comprare da una lista di nozze, quando la pratica è comparsa nei negozi, e poi ci siamo abituati tutti, anzi, ci ha risolto un problema? Ecco.

Mi sono tuffata nel web e ho scoperto che non esistono solo gli store monotematici come Amazon e Apple dove è un po’ come entrare nel negozio del centro. Ci sono anche luoghi in rete che sono una specie di mercatino delle pulci: raccolgono prodotti, creazioni, idee nate da piccoli business, da designer sconosciuti ma brillanti, vintage, gioielli e chi più ne ha più ne metta. Regali che non troveresti nel negozio dietro l’angolo, oggetti a cui non avresti mai pensato, spesso unici o in pochissimi esemplari.

Io mi sto concentrando su EtsyCasaFacile, Fux, Blomming.

Poi vi saprò dire.

lavaleè uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 25/11/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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