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Dagli Stati Generali della Pediatria al Manifesto per un uso sicuro del web

In Danimarca e Svezia l’età media della prima connessione a Internet è di soli 7 anni, 8 negli altri paesi europei, 10 in Grecia, Italia, Turchia, Cipro, Germania, Austria e Portogallo. Questi i primi dati emersi da un’indagine realizzata in 25 Paesi Europei dalla rete Eukids Online nell’ambito del Safer Internet Programme della Commissione Europea. In Europa un bambino su tre tra i 9 e i 10 anni usa il web quotidianamente e il 26% dei bambini tra i 9 e i 12 anni ha un profilo su un social network. Sono proprio loro, “gli under 11”, i più vulnerabili ai rischi della rete secondo la ricerca Eu Kids, perché non hanno competenze digitali di base per la propria tutela. Partendo da queste considerazioni, la Società Italiana di Pediatria, in occasione della Giornata Mondiale del Bambino e dell’Adolescente, ha promosso per la prima volta gli Stati Generali della Pediatria, 18 tavole rotonde che si sono tenute il 19 novembre in altrettante regioni con un tema comune: bambini, adolescenti e web. Le proposte dei pediatri sono state poi definite nero su bianco nel Manifesto per un uso positivo e sicuro del Web. Niente divieti e prescrizioni, ma più investimenti, a cominciare dalla scuola, per accrescere le competenze digitali dei bambini e degli adolescenti del nostro Paese, ancora troppo svantaggiati rispetto a quelli europei. Il estrema sintesi, le sei proposte concrete avanzate in questo manifesto sono: “Rendere la Banda Larga disponibile dovunque”, fornire “Una Lavagna Interattiva Multimediale per ogni classe”, “Integrare i materiali didattici con gli E-BOOK”, favorire un uso precoce della tecnologia (“Computer, prima lo usi meglio è”), promuovere la formazione tecnologica degli insegnanti e dei genitori (“Genitori e insegnanti sui banchi di scuola”), offrire la possibilità di utilizzare la tecnologia per videoregistrare le lezioni in modo da renderle disponibili senza limitazione(“Lezioni videoregistrate”).

Il Manifesto prende le mosse dai dati della citata ricerca, che rivelano alcune peculiarità tutte italiane nel rapporto tra bambini, adolescenti e web. L’Italia registra un dato più alto della media europea per accesso a Internet dalla propria camera (62% contro il 49%), senza la supervisione di un adulto, mentre il collegamento dalle scuole è il più basso tra quelli registrati dalla ricerca (49% contro 63%). I ragazzi italiani sono all’ultimo posto dopo la Turchia, preceduti da Romania, Ungheria, Cipro, per quanto riguarda l’alfabetizzazione digitale e il possesso di specifiche competenze che garantiscono una maggiore sicurezza nella navigazione. I loro insegnanti sono in assoluto in Europa i meno coinvolti nelle attività on-line, i loro genitori tra i più inconsapevoli dei rischi che i propri figli possono correre sul web. Uno scenario, insomma, che può e deve migliorare.

“Il divario tecnologico tra studenti e figli da una parte e insegnanti e genitori dall’altra – afferma Alessandra de Carlo, Responsabile Marketing Product and Proposition Consumer Division Vodafone Italia – è sempre meno un divario di strumenti e sempre più un divario di consapevolezza e di linguaggio comune sulle opportunità e sui potenziali pericoli di internet e della tecnologia. Per questo Vodafone Italia ha deciso di aprire un dialogo sul tema con il progetto inFamiglia, cosciente della responsabilità che ha come fornitore di innovazione e tecnologia al grande pubblico di tutte le età”. “Grazie a inFamiglia – continua Alessandra – Internet, videogiochi, social network e affini vengono svelati ai non addetti in modo utile e semplice. Alcuni esperti, la mamma, il tecnologico e il comunicatore, sono a disposizione per domande nel Forum, il terreno del confronto tra i genitori. Oltre al buon riscontro degli utenti l’iniziativa sta appassionando innanzitutto noi dipendenti e generando nuove idee per arrivare contribuire alla riduzione del divario digitale culturale anche sui meno giovani. È il caso di internet in pillole, l’iniziativa partita sui call center di Vodafone e partner per insegnare l’uso di internet agli over 50. Le lezioni di internet sono tenute direttamente dai nostri colleghi del customer care su base volontaria”.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 25/11/11 alle ore 12:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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