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La Croce Rossa vuole il rispetto dei Diritti Umani anche nei giochi

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) sta pensando di chiedere all’industria dei videogiochi di introdurre nei titoli di guerra almeno il rispetto della Convenzione di Ginevra e di quella de L’Aia.

Com’è risaputo sempre più spesso i videogiochi più venduti sono quelli ad ambientazione militare. Le esigenze di spettacolarizzazione e intrattenimento però mal sopportano i limiti imposti dalla civiltà.

Per questi motivi il Comitato della Croce Crossa sembrerebbe essere deciso a far pesare la sua influenza per stimolare industria e governi ad approvare una sorta di normativa sui Diritti Umani digitali. Basta insomma con scene splatter e disprezzo del senso dell’onore: anche i giochi di guerra dovrebbero veicolare qualche messaggio positivo.

“Il Movimento lavora vigorosamente per promuovere norme umanitarie in tutto il mondo, ma c’è anche un pubblico di circa 600 milioni di giocatori che potrebbero violare le leggi umanitarie internazionali (IHL)”, sostiene il Comitato. Sebbene non sia ancora perfettamente chiaro come i videogiochi possano influenzare le persone, è evidente che qualche messaggio viene veicolato.

È dal 2007 che si parla dell’argomento, e l’associazione svizzera TRIAL ha stilato diversi rapporti al riguardo. Dalle analisi è emerso più volte che la tortura o l’omicidio deliberato di nemici disarmati sono all’ordine del giorno, e chiunque abbia giocato a Call of Duty  o Battlefield sa che è così.

“Civili o obiettivi protetti come chiese o moschee si possono attaccare impunemente, nelle scene d’interrogatorio si può ricorrere alla tortura, degradare o minacciare il prigioniero in modo inumano, senza ricevere sanzioni, e non mancano le esecuzioni sommarie”, sostiene TRIAL.

Tante le soluzioni possibili: quella più interessante fa riferimento a un sistema di malus che potrebbe attivarsi in conseguenza di azioni irregolari. Ad esempio un’esecuzione di civili potrebbe rallentare le velocità di spostamento per un certo periodo. E detta tutta non c’è cosa più fastidiosa per un giocatore, poiché rende anche più vulnerabili agli attacchi degli avversari.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 07/12/11 alle ore 13:00 e classificato in Mobile & Tech » Apps & Games . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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