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Buon Natale!

Ci siamo, sta arrivando!

Quanto sarà tecnologico il vostro Natale? E avete dei desideri speciali? Che cosa vorresti trovare sotto l’albero digitale per il futuro tecnologico dei tuoi figli?

L’ho chiesto a qualche mamma e a qualche papà, una intervista un po’ scherzosa a qualche genitore che vive, usa, chiacchiera in rete.

Domitilla Ferrari, blogger e mamma di Diamara, due anni e mezzo, che scrive di fatti suoi, cose di marketing e social media sul blog Semerssuaq e di cose di mamme, alimentazione e posti kids friendly su Pappa e Ceci.

“Sotto l’albero di oggi vorrei trovare promesse mantenute per gli anni che verranno: Internet alla portata di tutti, a prezzi accessibili e sostenibili in tutto il Paese. L’evoluzione tecnologica degli oggetti continuerà permettendo a tutti di scegliere i propri device, ma a cosa serve avere un telefono senza fili? A cosa serve essere fortunati e potersi permettere l’ultimo ritrovato della gadgettistica digitale se poi ce l’hai solo tu e non puoi usarlo per comunicare con chi vuoi?”

Giulio Pianese, ovvero Zu, papà di Francesca (15) e Lorenzo (11).

“Penso a un futuro immediato, e prima che agli oggetti, penso al vivere e all’evolvere: vorrei che imparassero altri modi di partecipare a quella torre di Babele in continuo divenire che è il web, che capissero come e quanto possono intervenire a mutarlo scrivendoci su, anzi, scrivendoci dentro e non solo nel giardinetto cintato di Facebook.
Piccolo esempio legato alla scuola: svolgendo ricerche su Wikipedia, osare correggere eventuali refusi, diventando contributori e non solo fruitori. Nell’ambito personale: aprire un blog, per limitare l’impermanenza del dire e perché il flusso possa anche essere ripercorso anziché finire subito vittima dello sciacquone come succede con le cronologie dei social network (tecnicamente sarebbe solo una questione di motori di ricerca, ma è anche l’approccio a essere diverso).”

Zio Burp, autore dell’omonimo blog e scrittore di storie per bambini che, generoso, regala.

“Questo per noi è il terzo Natale consecutivo in cui la letterina contiene sempre una richiesta tecnologica. Prima fu il Nintendo, poi venne il lettore mp3, ora la Wii. Siccome sui games, io sono curioso ma ignorante (ricordo però molto bene quel Natale in cui ricevemmo Pong), in questi casi il web sociale è strategico: lo uso sempre per confrontarmi con altri genitori in rete. Ne esco sovente rassicurato. Avevo molte perplessità sui videogame ma poi sono bastate le informazioni corrette e buone regole condivise per gestirli al meglio. I desideri tecnologici di Alice, ormai quasi 10 anni, sono in realtà più ampi ed eterogenei. Ogni tanto mi chiede di comprarle un cellulare. Ma non per telefonare, no: per fare foto, ascoltare musica e fare i giochi. E poi è decisamente invaghita dello smatphone del babbo e in particolare di un paio di app. Mi fai mettere i cuoricini? Mi fai fare le composizioni di foto? Mi fai suonare il pianoforte sullo schermo? Ogni tanto, se lo merita e glielo lascio usare. Però se scoprisse che io potrei scaricare decine di altre app ancora più giocose e divertenti, allora sì che sarebbe, per me, la fine. Tra quanto verrà il momento in cui avremo ognuno il suo smartphone personale?”

Serena La Rosa, mamma di Veronica (5) e Arianna (3), che si descrive “milanese per amore: una cretina” e che scrive pensieri sparsi online.

“Regalo sotto l’albero di natale tecnologico? Per loro non so, per me bambina, adulta tra quindici vorrei una cosa che ti fa trovare scritti i tuoi pensieri nella forma perfetta in cui li pensi e che poi sulla carta vengono sempre un po’ peggio. Anche questo, per esempio, era meglio prima”

Federico Ghiglione, fondatore dell’associazione Professione Papà e dell’omonimo blog, papà di Samuele (10), Alessandro (7) e Francesco (1).

“Uno dei miei divertimenti di padre di figli piccoli è origliare i discorsi tra giovani adolescenti negli spogliatoi della palestra. Cerco di tenermi aggiornato su quella che sarà la vita dei miei figli nei prossimi 5 o 6 anni. L’altro giorno la discussione era su quanti click sono oggi necessari per vedere un’immagine pornografica su internet. Chi diceva due, chi diceva tre. Il mio pensiero di padre, che è stato adolescente negli anni 80, è stato: più difficile o più facile di avere un amico un po’ più grandicello che ti passi qualche rivista stropicciata della stessa materia? Maledettamente più facile. Poi mi sono chiesto: più difficile o più facile “elaborare”, “comprendere”, “capire” le immagini che si trovano sul net (sempre di quell’argomento) rispetto a quanto trovavamo sui giornalini vietati? Maledettamente più difficile perché la distanza di quelle rappresentazioni dalla realtà e dalla naturalezza dei primi gesti amorosi di un adolescente è abissale. Una delle mie preoccupazioni è vedere con che facilità e velocità accendono l’iPad, la sera appena rincasiamo. Vorrei un software che difenda i bambini da cattivi incontri sul net. E vorrei che fosse più facile per noi genitori trovare le informazioni per difenderli dai rischi della rete, perché su internet si possano divertire in tranquillità.”

Jolanda Restano, ideatrice di Filastrocche.it e mamma di Matilde (12), Tommaso (10) e Aurora (6).

“Sotto l’albero digitale io vorrei trovare tre tablet per i miei tre bambini in modo che ognuno di loro possa usarlo a scuola invece dei libri (sotto l’albero digitale dovrei trovare anche un nuovo modo di fare scuola!). Così le loro cartelle sarebbero molto più leggere ed eviterebbero di sprecare carta e alberi!”

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 23/12/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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