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Sotto l’albero (digitale) di Natale: uno sguardo al futuro

Sotto l’albero di Natale, all’interno dei pacchetti colorati, alcuni genitori hanno forse deciso di investire in regali digitali per i propri figli. Nonostante i tempi difficili la tecnologia rappresenta una sorta di territorio comune fra le generazioni e offre la sensazione di guardare al futuro. I più piccoli, dai 6 ai 9 anni, potrebbero aver trovato una Kid-Tough Digital Camera oppure una tavoletta digitale per l’apprendimento LeapPad Explorer. I più grandi hanno forse scartato MP3 e fotocamere digitali, tablet ed e-reader – oggi la scelta è ampia, anche per le diverse disponibilità economiche.

Ma forse il futuro digitale dei nostri figli si giocherà intorno a un’evoluzione diversa di dispositivi che lavorino alla estrema facilitazione del rapporto tra persona e contenuti che cambieranno l’ambiente mediale in cui cresceranno. Ad esempio Alberto Abruzzese, con il suo sguardo da sociologo, pensa che “al futuro digitale non si possa chiedere altro che l’abbattimento di ogni barriera e vincolo dettati dai saperi moderni (corpi e territori fisici e mentali; cognitivi e emotivi) insomma dei modi d’essere e abitare incardinati nelle loro leggi istituzionali, sociali, professionali e di mercato”. Perciò immagina un contesto in cui troveremo:

magazzini di memorie e relazioni glocal (immagini, testi scritti, voci, suoni, luoghi, corpi, oggetti) talmente estesi (digitalizzazione e accesso libero di tutti i patrimoni culturali: biblioteche, gallerie, cineteche, videoteche, collezioni; ma più ancora ogni traccia della loro manipolazione, alterazione, polverizzazione) e talmente ricchi di connessioni (motori di ricerca dotati di procedure il meno possibile predeterminate e di operatività il meno possibile sapienziale) da consumare davvero sino in fondo le tradizioni che governando il mondo lo hanno reso ingovernabile.

Un contesto, in pratica, capace di generare modi diversi di produrre e consumare contenuti, modi adatti a creare nuove sensibilità e quindi nuovi modi di essere responsabili digitalmente e nella vita quotidiana.

Eppure il possesso di tecnologie – e quindi il loro regalo – non basta per portare dentro la nuova realtà, quella del digitale, i nostri figli. La sensazione è che spesso ci concentriamo sull’avere nuovi dispositivi disponibili quando esiste anche un altro lato della medaglia da non trascurare.

Ad esempio Claudia Vago, brillante social media curator, mi ha detto che avrebbe incartato volentieri un accesso diffuso, una connessione a internet di qualità e possibilmente gratis. Ma andrebbe già bene che ci fosse banda larga per tutti”. E lo stesso desidererebbe per il futuro Vincenzo Cosenza, attento analista dell’evoluzione del web, che metterebbe nella lettera di richieste natalizie per il prossimo anno anche degli insegnanti in grado di capire e saper spiegare la rete. D’altra parte basta leggere il rapporto Istat su Cittadini e nuove tecnologie per scoprire che l’accesso a Internet da casa ha un valore del 62% contro la media europea del 73% e che il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l’accesso a Internet perché non ha le competenze per utilizzarlo. Un divario digitale che rischia di produrre sempre più problemi tra i nostri figli (a Nord e a Sud, ad esempio o tra le metropoli e le aree non metropolitane) e tra loro e quelli di altri paesi.

gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 28/12/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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