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L’Xbox fa concorrenza ai simulatori militari da milioni di euro

Le reclute non prestano più interesse all’addestramento all’interno dei simulatori. Il motivo? Dopo aver giocato a Call of Duty: Modern Warfare 3 si aspettano lo stesso livello di realismo e, non trovandolo, perdono stimoli.

Ed è così che, una console da poche centinaia di euro, ha messo in crisi simulatori ben più costosi e il Ministero della Difesa inglese che, per mantenere l’efficacia dei suoi piani di addestramento, si è visto costretto a fare un aggiornamento dei suoi sistemi.

Andrew Poulter, technical team leader degli sviluppatori di simulazioni militari, lo ammette candidamente: negli anni ’80 e ’90, i simulatori militari rappresentavano lo stato dell’arte. Ora le cose sono cambiate, e il motivo è che, grazie all’industria dell’intrattenimento che si è creata, i fondi per lo sviluppo di videogiochi sono notevolmente superiori di quelli a disposizione della Difesa.

Così, sarà proprio dai videogiochi che i simulatori militari inglesi ripartiranno, acquistando tecnologie dalle stesse software house che producono titoli per Xbox e PS3.

Ai militari il compito di rendere poi realistica una simulazione che nasce per intrattenere, e che si prende quindi qualche licenza per facilitare il giocatore (traiettorie dei proiettili comandate e simili).

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 01/01/12 alle ore 16:00 e classificato in Mobile & Tech » Apps & Games . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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