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Digital divide coniugale

Scrivo qui soprattutto di figli, perché sono i ragazzi a farci percepire l’esistenza del digital divide. Se noi genitori non avessimo dovuto imparare cosa significa la tecnologia per loro, ce la saremmo cavata benone lo stesso, tanto di beghe a cui pensare e circostanze nuove a cui adattarsi per crescerli bene ce n’erano abbastanza anche prima che arrivasse internet.

Oggi invece ho una gran voglia di scrivere di mariti, in particolare del mio, e di come la tecnologia ci unisca o divida a seconda dei casi.

Lui è sempre stato un early adopter, sempre incuriosito da quelli che allora erano considerati solo gadget costosi che acquistava senza la minima pietà per il nostro striminzito budget familiare di giovane coppia agli inizi.
Io invece sono sempre stata una pacata osservatrice in attesa che il rapporto utilità-prezzo-diffusione raggiungesse a mio (insindacabile, naturalmente) giudizio un equilibrio accettabile.

Gli scontri sono stati feroci, a partire dal primo cellulare che mi comprò nel ’96 perché prossima al parto: un mattoncino pesantissimo che poi visse spento di fianco al telefono fisso, dato che ormai ero in maternità e sempre a casa. Poco tempo dopo, a una cena con amici, uno di loro pronunciò la parola Giga, vantando quello (uno) che aveva il suo nuovo computer. Mai sentita prima, suonò mirabolante e catalizzò tutte le particelle tecnologiche nel sangue di mio marito. Naturalmente, di soppiatto, il giorno dopo c’era una nuova macchina, al piano di sopra nello studio, che navigava a quella nuova velocità supersonica su Netscape 1. E una moglie, io, che sbatteva la testa contro il muro.

Oggi lo so che in realtà lui era il visionario e io la reazionaria ottusa, ma allora giuro che sembrava davvero assurdo: non c’era praticamente nessuno online e c’erano così tante cabine telefoniche che si faceva più in fretta a usarne una che a ricordarsi il pin del telefonino.

Cinque o sei anni più tardi danzavamo sereni nel focolare domestico usando entrambi la tecnologia e integrandola anche a piccole faccende familiari. Quando i bimbi erano piccoli, facevamo i turni il weekend per chi si alzava presto a dare i biberon: chi era in piedi alle 6.30 il sabato, aveva diritto di dormire fino a tardi la domenica. Una mattina del sabato che toccava a me, ero in cucina a scampanellare un sonaglino di fronte ai gemelli nella sdraietta quando il mio telefono bippò: un sms di mio marito che dalla camera da letto mi annunciava di essere pronto per la colazione a letto. Risi come una scema.

E’ poi diventata una pratica consueta, nelle sere in cui siamo entrambi al pc per lavoro o semplicemente per leggere qualcosa, scambiarsi piccoli favori via chat da una stanza all’altra, del tipo “caro, il mio bicchiere di vino è vuoto…“ E’ diventato accettabile sedere insieme sul divano e guardarlo leggere un libro sul Kindle, senza poter dedurre cosa sia dalla copertina. E veloce scambiarsi la lista della spesa via email o su app iPhone come SavetheMom.

Ieri sera però ho avuto un sobbalzo nel letto. Dopo la consueta pratica del lavaggio di denti, sdraiati e pronti a dormire lui mi dice: “Leggo un po’” e da sotto le lenzuola mi sfodera lo smartphone. ”Cosa????” dico io in stato di semi-shock. Va bene tutto, ma il cellulare nel talamo coniugale??? All’istante il mio cervello di femmina ha elaborato una serie di immagini squallidissime di una coppia asciugata che cerca scampo nell’irrealtà. Solo le femmine riescono a sublimare certi dettagli trasformandoli, loro malgrado, in tragedie esponenziali e infatti lui, che è maschio, tutto sereno mi dice “Ci sono due articoli su Twitter che non ho fatto in tempo a leggere“.

Sono stata un poco in silenzio, la mente a mille che scandagliava tra consuetudini, assiomi, pregiudizi. Poi ho sorriso di me stessa. Le storie sono ovunque oggi e qual è la differenza tra un e-book su un Kindle e il racconto che un giornalista ha voluto condividere su Twitter? Ho detto “buonanotte” e mi sono accucciata nella solita posizione, quella in cui mi addormento da 17 anni.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo

Commenti (2)
Questo articolo è stato pubblicato venerdì 13/01/12 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • gionga59
    di gionga59 | 10/02/2013 14:04

    Molto simpatico e vicino anche alla mia realtà domestica!! Unico neo non capisco il diniego del cellulare in camera da letto…evidentemente hai ancora i figli molto piccoli!! Cara mia, tra un po’ vedrai che dormirai con il cell. sotto il cuscino, ahi, ahi

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