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Stop Online Piracy Act: è scontro tra titani

Se fosse un film potrebbe chiamarsi “Scontro tra Titani”. Metafora calzante dal momento che stiamo parlando della legge SOPA (Stop Online Piracy Act), ovvero la norma discussa di recente dal Congresso Statunitense con l’obiettivo di combattere la pirateria negli Stati Uniti attraverso la concessione al Governo, e alle aziende chiamate in causa, del potere di bloccare qualsiasi “sito canaglia” (rogue site) sospetto di violare i diritti d’autore.

Allo stato attuale l’approvazione della legge è stata rinviata a data da destinarsi, ed è ormai certo che i contenuti saranno rivisti con l’eliminazione di alcuni degli elementi più controversi. Nonostante questo il dibattito sul tema è divampato in rete e non, andando a delineare due schieramenti contrapposti, ognuno dei quali conta tra le proprie fila veri e propri “titani” del web, dell’editoria (audio e video in primis), dell’economia e della politica. In estrema sintesi a favore di un giro di vite contro la pirateria si sono espressi Hollywood, l’industria discografica e numerosi politici americani; mentre in difesa della libera espressione e condivisione del sapere hanno preso posizione realtà come Google, Yahoo, Twitter, eBay, Facebook, Amazon Wikipedia. Venerdì persino la Casa Bianca ha pubblicato un commento ufficiale. La squadra di Barack Obama ha in sostanza suggerito di rivedere la stesura della norma, perché se da una parte la pirateria online rappresenta “un grave problema che richiede una seria risposta legislativa”, dall’altra non può essere sostenuta “una legislazione che riduca la libertà di espressione, aumenti i rischi per la cyber-sicurezza, o mini la dinamiche e le innovazioni globali di Internet. Ogni sforzo per combattere la pirateria online deve considerare anche il rischio della censura online su attività legali e non deve fermate l’innovazione delle nostre società dinamiche, grandi e piccole che siano”. A tale dichiarazione è seguita la pronta risposta della MPAA (Motion Picture Association of America) favorevole alla posizione del governo e alla SOPA, una norma che secondo la MPAA non avrebbe nulla a che fare con la libertà d’espressione o l’innovazione. L’importanza del dibattito è infine confermata dall’intervento personale di un altro “gigante” del settore: Rupert Murdoch, fondatore e proprietario della News Corporation, si è infatti affidato alla stessa rete per esprimere via Twitter il proprio disappunto nei confronti della posizione presa dalla Casa Bianca.

A favore o contro la SOPA si sono mobilitati tutti i protagonisti del web, dell’industria dello spettacolo e dei media. Riuscire a conciliare posizioni tra loro anche molto distanti sarà un compito arduo. Rimaniamo dunque in attesa dei prossimi eventi, con la speranza che comunque vada i vari contendenti non perdano mai di vista gli interessi di noi utenti e di chi vuole usare la rete in maniera libera, onesta e consapevole.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 16/01/12 alle ore 12:45 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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