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Megaupload e Megavideo, oscurati i due siti di file-sharing

Il Dipartimento di Giustizia americano, insieme all’FBI, ha oscurato Megaupload e Megavideo, due tra i più popolari siti al mondo di file hosting per la condivisione di video, musica e software. L’accusa è di pirateria digitale con inclusi violazione della proprietà intellettuale e riciclo di denaro proveniente da attività illecite: si parla di circa mezzo miliardo di dollari di danni inflitti ai proprietari legittimi del copyright.

Su richiesta degli Stati Uniti, il tribunale della Nuova Zelanda ha decretato un arresto preventivo nei confronti di Kim Schmitz, il fondatore di Megaupload che potrebbe rischiare fino a 50 anni di carcere.

Dopo le proteste contro la legge antipirateria Sopa, in fase di discussione al Congresso, questo intervento delle autorità statunitensi ha sollevato non poche polemiche in rete. Gli hacker, già sul piede di guerra, hanno comunicato tramite Twitter l’operazione #OpMegaUpload: alcuni membri di Anonymous hanno reso inaccessibili i siti del Dipartimento di Giustizia, della RIAA (Recording Industry Association of America), della Mpaa Motion Picture Association of America e della Universal Music. È possibile che ci si trovi già davanti a una sorta di “effetto Sopa” prima dell’approvazione definitiva della proposta di legge?

 

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 20/01/12 alle ore 12:10 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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