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Legge SOPA. Parlare di copyright è un gesto di civiltà. In Italia il tema è sottovalutato

A seguito del dibattito nato intorno alla proposta di legge americana SOPA, il mondo del web (e non solo) si sta sempre più dividendo tra favorevoli e contrari a questo giro di vite contro la pirateria online. Da una parte i protagonisti della rete, schierati in difesa della libertà di espressione e condivisione del sapere, dall’altra i produttori di contenuti, le case discografiche e cinematografiche, decise a difendere i diritti relativi ai loro prodotti. Pietro Camonchia, manager e produttore musicale per MetatonGroup, ci ha aiutato a capire il punto di vista di chi vede nel download illegale e nella fruizione di musica e film senza il riconoscimento dei relativi diritti un pericolo per la propria professione e per il mercato nel suo complesso.

Pietro, cosa pensi della proposta di legge SOPA?
Il fatto che il Parlamento Americano abbia affrontato la questione della pirateria è un segno di per sé molto positivo. E’ un segno di civiltà. Da loro almeno se ne parla. Da noi no. In Italia il tema dei diritti di chi lavora nel mondo dell’arte o comunque della produzione di contenuti artistici non è considerato né a livello di opinione pubblica, né nelle sedi istituzionali. Basti pensare che io stesso come manager musicale formalmente non esisto, ovvero non esiste alcun inquadramento che definisca e tuteli la mia professione. A tutti gli effetti sono un procuratore d’affari, poi di cosa tratti nel concreto non interessa a nessuno. Questo semplicemente per dire che nel nostro campo esiste una falla legislativa che andrebbe colmata il prima possibile.

Quale potrebbe essere la soluzione secondo te?
Credo sia giusto che tutti coloro che usufruiscono di musica e contenuti artistici in genere si facciano carico dei costi necessari per la loro produzione. I portali di video e musica free online, ad esempio, spesso utilizzano contenuti non loro, e dovrebbero quindi ridistribuire i proventi ottenuti con chi ha creato tali contenuti. Solo di recente sono stati chiusi degli accordi in merito, accordi che però risultano sempre sbilanciati a favore dei distributori. Da questa dinamica, inoltre, sono del tutto escluse le realtà che per dimensione o forza non sono prese nemmeno in considerazione dai grandi colossi del web.

La diffusione di musica gratis online non porta dunque nessun vantaggio ai produttori?
Il discorso è piuttosto complesso. Con il gruppo Linea77 ad esempio abbiamo realizzato un brano in collaborazione con Tiziano Ferro. In tempi brevi la canzone ha cominciato a circolare in rete, e oltre che in Italia, inaspettatamente ha riscosso un grande successo in America Latina, dove è ascoltatissima e molto commentata. E’ innegabile che tale fenomeno può aprire prospettive che nemmeno noi potevamo immaginare. Dall’altra parte è anche vero però che tutti quegli ascolti avvengono senza alcun rispetto dei diritti di copyright. Il danno oltre che economico è anche e soprattutto morale. La nostra volontà è dunque valorizzare i nostri prodotti e fare in modo che tale valore venga percepito dagli utenti. Un artista o un creatore di contenuti spende molto tempo, denaro e passione per realizzare i propri lavori. Questo non va mai dimenticato.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 20/01/12 alle ore 10:19 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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