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Steve Jobs 1955-2011: la vita di un uomo attraverso le sue opere

Venticinquemila visite in un mese e mezzo, con una media di 800 presenze giornaliere durante il periodo natalizio. Questi i numeri registrati da “Steve Jobs 1955-2011”, la mostra dedicata all’imprenditore californiano allestita presso il Museo di Scienze Naturali di Torino a partire dal primo dicembre scorso (prolungata fino al 15 aprile 2012). Contattato dalla redazione di Vodafone News, il curatore (con Cecilia Botta) della mostra Massimo Temporelli ha spiegato motivi e genesi dell’iniziativa, volta a celebrare il genio dell’uomo e dell’imprenditore attraverso le sue “macchine”.

Massimo, chi e quando ha avuto l’idea di realizzare questa mostra?
L’idea della mostra si può dire sia nata contemporaneamente alla notizia della scomparsa di Steve Jobs, nella notte tra il 5 e il 6 ottobre 2011. Il primo promotore dell’iniziativa è stato sicuramente Marco Boglione, imprenditore, collezionista e grande estimatore di Steve Jobs e della Apple. Subito dopo la tragica notizia Marco ci ha ingaggiato per preparare un’esposizione: la cosa incredibile è che ci siamo riusciti in soli due mesi. La mostra non è grandissima in termini di spazi occupati, ma è molto densa di informazioni e oggetti. Tutte le macchine più importanti e le prime come numero di serie sono presenti nella forma originale. A queste, per rendere a tutto tondo la figura dell’uomo Steve Jobs, si aggiungono i dischi in vinile che ascoltava quand’era adolescente, i libri di cultura hippy, zen e buddista e i documenti dei primi progetti nel campo dell’elettronica.

Come siete riusciti a recuperare i materiali e gli oggetti esposti?
Marco Boglione per anni si è dedicato a raccogliere le tracce tecnologiche che testimoniano la rivoluzione informatica e culturale nata e cresciuta nella Silicon Valley. Questo gli ha permesso, ad esempio, di avere a disposizione alcuni computer NeXT, la società fondata da Steve nel 1985 dopo aver lasciato la Apple. Il nocciolo della mostra è dunque composto da questa collezione, a cui si aggiungono cimeli e “chicche” raccolte coinvolgendo tutti gli amici ed estimatori del mondo Apple. In sostanza siamo riusciti a radunare in un’unica stanza tutti gli oggetti più rappresentativi dell’imprenditore Steve Jobs.

Che emozioni avete vissuto voi curatori durante la realizzazione della mostra?
Quella di Steve Jobs è indubbiamente una storia molto complessa e affascinante. Doverla racchiudere in poco spazio ci ha aiutato ad avere una visione di insieme più chiara e definita. Sintetizzando abbiamo imparato molto. La seconda importante sfida è stata riuscire a raccontare la vita di un uomo attraverso le sue opere, che in questo caso sono nella maggior parte calcolatori. Questo approccio ci ha permesso di rendere il genio e lo spessore umano che sta dietro ad “idee” come Pixar, Next, mause, Apple1. Nel fare tutto questo abbiamo avuto la sensazione di entrare davvero in contatto con l’uomo Steve Jobs.

I visitatori sono soddisfatti?
Io mi sono sempre occupato di mostre sulla storia della tecnologia. Naturalmente come ogni volta il feedback dei visitatori era imprevedibile. In questo caso però, già dalla prima sera abbiamo capito che l’esposizione aveva qualcosa di speciale. Il pubblico presente, oltre che molto numeroso, era molto variegato ed entusiasta. Sembrava di essere al concerto di una pop star. La voglia di scoprire chi è Steve Jobs coinvolge ampissime fasce di popolazione, sia dal punto di vista dell’età che del background culturale e professionale. Possiamo dire dunque che “Steve Jobs 1955-2011” ha registrato un ottimo successo di pubblico.

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 29/01/12 alle ore 10:00 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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