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La crudeltà di un browser game agli occhi di una mamma chioccia

I miei due figli maschi, gemelli, sono dei gran patatoni. Hanno appena compiuto 12 anni. Io spesso li guardo e mi chiedo se matureranno mai. Mia figlia, maggiore di tre, alla loro età era un bel tocco più avanti sia in capacità di gestirsi, sia nell’abilità di elaborare pensieri astratti.

Loro invece sono ancora bambini che giocano coi lego, che leggono libri di mostri e che ancora coccolano la mamma (io, naturalmente, sto zitta, finché dura…).

Ho già raccontato di come abbiano cominciato a giocare su web a Tribals, un browser game ambientato nel Medioevo. Ogni giocatore è il capo di un piccolo villaggio che deve far prosperare economicamente, militarmente, tecnologicamente, finanziariamente fino a metterlo in grado di difendersi da nemici e, possibilmente, attaccare villaggi vicini per ingrandirsi.

Dal punto di vista grafico, il villaggio si arricchisce di casette e costruzioni, man mano che il giocatore fa le sue scelte. Dai camini eretti esce un delicato filo di fumo a dirti che lì c’è vita, fuori dalle mura il contadino della fattoria falcia l’erba, il pozzo d’argilla produce quanto necessario ai tuoi braccianti. Se sei bravo, con tempo (tanto) e costanza puoi bilanciare scelte azzeccate e ritmi del server (le azioni si svolgono in turni di lunghezza prefissati) fino a vedere proprio un bel villaggio.

Ho partecipato alla costruzione di quello di Davide, di recente. Mi chiamava di tanto in tanto per mostrarmi certe migliorie sofisticate o come riusciva ad addestrare le sue truppe, il lavoro del fabbro, l’officina che poteva fare l’ariete e la catapulta e come quasi era arrivato all’ambita Accademia e ad avere il potente Nobile, importante per conquistare altri villaggi.

Un giorno torno a casa dal lavoro e lo trovo in lacrime, proprio coi singhiozzi.
Si sa, siccome cerco di mettere in pratica quello di cui scrivo qui, il tempo a lui concesso online per giocare deve essere in equilibrio con tutte le altre sue attività di studio, lettura, sport o anche semplice noia, quindi è POCO. Così, mentre stava offline, il suo bel villaggio è stato attaccato da una serie di Nobili altrui e raso al suolo. Ma lui, a quel villaggio si era affezionato (sono appunto dei patatoni) e negli occhi arrossati c’era tutta la sua incredulità e frustrazione per averlo perso così, senza neanche vedere mentre succedeva, a pc spento.

Non senza un pizzico di vergogna confesso che mi è ribollito il sangue nelle vene: ho odiato l’attaccante, immaginandomelo un impietoso nerd coi calli sui polpastrelli, e Tribals tutto e gli sciocchi algoritmi che guardano solo a quanto stai online e non all’entusiasmo che ci metti a costruire poco a poco, metodicamente.

Sono del tutto irragionevole, lo so :)

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 30/01/12 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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