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Guardare sempre, in ogni direzione

Prendi una mamma nei suoi primi 40 anni, una donna che smanetti un poco con la rete, abbastanza per capire che c’è del succo lì, abbastanza curiosa per provare a investigare oltre. Immagina che questa donna, nei suoi 30, quando era ancora mamma solo di striscio (perché si sa, bambini piccoli problemi piccoli, bambini grandi problemi grandi – e giuro che è proprio così) abbia anche scoperto che online si diverte, che trova informazioni e confronto e perfino relazioni d’amicizia o di lavoro, concrete, reali, utili.

Questa donna, e questa mamma, si ricorda ancora bene cosa vuole dire essere giovani, nel senso di bambini, pre-adolescenti e anche adolescenti. Infatti, si potrebbe dire che sia quasi infatuata dei ragazzi in genere, che adori le loro espressioni (o tentativi di espressione). Pur cercando di mantenere le distanze, perché si ricorda anche molto bene come gli adulti genitori siano imbarazzanti presenze, è spettatrice muta ma partecipe. E’ veramente innamorata dei giovani e del loro fervore, così tanto che a volte crede perfino di sentire i loro pensieri, i sogni grandiosi, le angosce. Incoraggia e sostiene, interviene quando lo ritiene necessario, cercando il dialogo perché davvero vuole capire ed esserci se c’è bisogno.

Questa mamma a tratti si sente davvero moderna e questo in un certo modo la rassicura.

Naturalmente, essendo moderna, accoglie la tecnologia in casa e nella vita dei suoi figli. Ma siccome non è sciocca si preoccupa anche dei rischi potenziali e accompagna i suoi ragazzi su Facebook, blog, Flickr e annessi, spiegando tutto sulla privacy, sugli sconosciuti online che si devono trattare come quelli offline se ti offrono caramelle, sulla reputazione virtuale e sulla sacrosanta regola del “di più e invece”.

E’ tutta attenta ad assicurarsi che in rete i propri figli siano equilibrati e, soprattutto, al sicuro. Pretende l’amicizia dei suoi figli nei social (perché sono ancora relativamente piccoli, rinuncerà al compimento dei 16 anni, si dice, se rassicurata dalla maturità dei pargoli nell’uso) e ogni tanto bazzica le piazze online per vedere che vento tira, se è tutto ok o c’è qualcosa di stonato. Non controlla i cellulari perché crede che il rispetto della privacy cominci fin da giovane età, ma alza le antenne a ogni sms e scruta le espressioni sul viso, sempre per capire se il vento è positivo.

Mentre questa mamma è tutta proiettata a monitorare i rischi online, uno dei suoi figli sta architettando un piano così diabolico che la madre ancora stenta a crederci, sebbene l’abbia scoperto da alcuni giorni. Il pre-adolescente maschietto di 12 anni ha strappato una pagina del libretto scolastico dei voti, l’ha sostituita con una posticcia e raffazzonata con lo scotch (piena di mirabolanti sufficienze, naturalmente), ha falsificato la firma della genitrice su due note disciplinari e allegramente trasformato tre 5 in 6 sulle pagine superstiti del suddetto libretto.

Lo shock è grande, per una che si crede moderna e i cui figli sono esempi da manuale quando stanno online.

La madre si dice, picchiandosi la testa ripetute volte, “Che scema, che scema, mi ha proprio fregato sulla cosa più ovvia, mentre io guardavo altrove, a questo online così pericoloso.

N.B. Questo post è completamente autobiografico. E’ pubblicato con il consenso del figlio interessato che però, ancora rotolandosi nei sensi di colpa, ha chiesto di non essere nominato (gli altri due figli hanno protestato).

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 03/02/12 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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