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Quanto vale il mercato internazionale dei virus informatici?

In seguito alle ultime allarmanti notizie sulla diffusione di malware e virus nei nostri computer, abbiamo parlato con l’esperto di sicurezza Alessandro Peruzzo, Amministratore Unico di Panda Security Italia, chiedendogli se oggi si può ipotizzare l’esistenza di una vera e propria industria per la produzione di “software malvagi”. Prima di entrare nel vivo dell’intervista però, proviamo a dare alcune definizioni utili (soprattutto per i non addetti ai lavori) per comprendere quello ci racconterà Alessandro. Cos’è, ad esempio, un “virus“? Secondo le definizioni condivise nell’ambito dell’informatica un virus è un software in grado di infettare, una volta eseguito, i file presenti nel computer e riprodursi facendo copie di se stesso. I virus in questo modo possono danneggiare in maniera evidente sia il software che l’hardware del pc che li ospita. Per malware invece si intende qualsiasi software (compresi i virus quindi) creato per causare danni più o meno gravi a un computer o un sistema informatico su cui viene eseguito. Il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi malicious e software. Un trojan infine è un tipo di malware le cui funzionalità sono nascoste all’interno di un programma apparentemente utile. Spesso è dunque l’utente stesso che installando ed eseguendo un certo programma, inconsapevolmente installa ed esegue anche il codice malevolo. Chiariti questi punti, passiamo al quadro della situazione tracciato da Alessandro Peruzzo.

Alessandro, visti i numeri della diffusione di malware tra i computer di tutto il mondo, si può ipotizzare l’esistenza di una vera e propria industria per questo tipo di programmi?
Sicuramente sì, se per industria si intende un lavoro svolto da più persone con un medesimo fine. I malware diffusi inoltre spesso sono di una complessità tale per cui è impossibile ipotizzare che siano stati creati da una singola persona. Esiste probabilmente un vero e proprio flusso di lavoro che coinvolge più specialisti in fasi diverse. Ad avallare l’ipotesi dell’esistenza di un’industria dei virus, c’è anche il fatto che spesso e volentieri certi tipi di malware possono essere acquistati online.

Se così fosse, dove si troverebbe la Silicon Valley dei virus?
Sicuramente dove si verifica il maggior numero di attacchi, ovvero in molti paesi emergenti come Thailandia, Cina, Russia e Brasile. La produzione spesso è molto locale e mira a realtà e utenti di determinate aree.

Quanto può valere il mercato dei virus?
Attualmente non si hanno stime attendibili sul valore di questo mercato, anche perché si tratta di dati molto complessi. Una cosa è ad esempio, il vantaggio che gli autori di un malware possono trarre dalla loro attività, un’altra è il danno che può essere causato a persone e aziende. L’attacco a un’azienda che comporti anche il furto del database clienti, rappresenta un danno enorme in termini di immagine, di mancato guadagno nel periodo necessario per il ripristino del sistema e di spese per la chiusura della “falla” aperta. E’ difficile dunque dare numeri precisi. La certezza è che si tratta di un problema serissimo, non solo per i malware che infettano le utenze private, ma anche per quelli pensati da vere e proprie organizzazioni criminali per danneggiare intere aziende.

Quali sono solitamente gli obiettivi di virus e malware?
Negli anni tali obiettivi sono leggermente mutati. Un tempo si creavano pochi malware per colpire tante persone. Oggi si può dire che vengono sviluppati malware ad hoc per determinate categorie di utenti, o addirittura “ad personam”. Il movente di questo tipo di azioni, in ogni caso, sono sempre i soldi.

Esiste anche una produzione di virus “a fin di bene”?
Di recente si sente parlare sempre più spesso di “cyber activism”, ovvero una nuova modalità di manifestare il proprio dissenso con attacchi mirati contro enti, istituzioni o aziende ritenute responsabili di ingiustizie nei confronti degli utenti. In questo senso il social networking è uno strumento sempre più utilizzato, soprattutto per sensibilizzare l’opinione pubblica su determinate tematiche.

Quali sono le previsioni per il 2012?
Proprio in virtù della sempre maggiore diffusione dei social network, e anche della presenza di alcuni eventi di sicura rilevanza sul web, come le elezioni presidenziali USA, per quest’anno prevediamo un sensibile incremento di produzione e diffusione di malware.

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 08/02/12 alle ore 12:01 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • vffuser
    di vffuser | 08/02/2012 05:05

    mah

    Postato tramite l’applicazione per Android del Vodafone Lab

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