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Perché bloccare il mercato dei giochi usati? L’industria si spacca

Adam Badowski, managing director di CD Projekt Red – lo studio di sviluppo del gioco The Witcher 2 – sostiene che il recente dibattito sui titoli usati stia prendendo una brutta piega. Rispetto ad altri colleghi che lamentano i danni provocati dal mercato di seconda mano, lo specialista risponde che il rapporto di fiducia istaurato con gli appassionati è forse più importante.

“Suppongo che sappiate che abbiamo deciso di non continuare il nostro idillio con gli avvocati alla caccia dei pirati. Perdiamo soldi non per i pirati, ma perché la gente ha deciso di non acquistare il nostro gioco”, ha commentato Badowski, facendo riferimento alle lettere di risarcimento danni inviate ai pirati di The Witcher 2.

“Dovremmo investire di più per aggiornare e affinare i nostri prodotti e convincere i giocatori a conservarli, a essere dalla nostra parte e capire le necessità – siamo uno studio indipendente, dobbiamo prevenire possibili licenziamenti e abbiamo bisogno di crescere per avere la forza di creare nuovi giochi”.

Le indiscrezioni che parlano di una tecnologia per la nuova Xbox capace di bloccare il gioco dei titoli usati di fatto hanno spaccato il settore: da una parte i sostenitori come Jameson Durall, designer di Volition, dall’altra i conservatori come Adam Badowski.

“Vogliamo essere trattati in modo equo. La maggior parte delle soluzioni hardcore e hardware (cioè paletti tecnologici, NdR) funzionerà per brevi periodi, ma un forte legame con i giocatori potrà cambiare la situazione. Per noi questa è la strada migliore”, ha aggiunto il dirigente di CD Projekt Red .

Dello stesso avviso Michał Platkow-Gilewski, capo del marketing dell’azienda. “I giocatori rimangono al nostro fianco perché credono nel valore del prodotto e che valga la pena averlo sulla mensola anche se l’hanno finito due o tre volte. Lo fanno perché hanno libero arbitrio: se glielo togliamo, potrebbe essere una buona cosa per gli affari, ma se qualcuno mi costringe a tenere il gioco anche se non lo voglio, questo va contro la mia volontà. Vogliamo fare quanto possibile per i nostri giocatori. Non vogliamo costringere nessuno. Lo stesso l’abbiamo fatto per i giochi senza DRM”.

Insomma, fiducia e rapporto con i propri clienti/giocatori sono valori ben più saldi di qualsiasi recinto tecnologico.

 

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 09/02/12 alle ore 09:00 e classificato in Mobile & Tech » Apps & Games . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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