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Tassa in arrivo sui videogiochi violenti? Per il Governo USA causano obesità e bullismo

Un politico statunitense ha proposto l’introduzione di una tassa sui videogiochi violenti. Il deputato dello stato dell’Oklahoma, William Fourkiller, crede che questa manovra sia il minimo che si possa fare per rimediare ai danni causati da questi titoli, che comprometterebbero la salute dei giocatori favorendo l’insorgere di problemi come obesità e atti di bullismo.

Il provvedimento colpirebbe un’ampia di fetta di videogiochi, tutti quelli classificati nella categoria Teen, Mature e Adults Only secondo lo standard di classificazione statunitense dei giochi ESRB. Stiamo parlando di titoli come Skyrim, Gears of War, Halo, Bioshock e molti altri giochi. Praticamente tutti quelli consigliati ai maggiori di 13 anni.

Il deputato spiega che metà dei proventi realizzati con la tassa sarebbero destinati a un fondo di prevenzione contro il bullismo e l’obesità, un fine senza dubbio nobile, ma che si scontra con numerosi studi che scagionano l’effetto dannoso dei videogame sulle menti dei giocatori.

Il dibattito tuttavia rimane aperto, e per ogni ricerca scientifica che difende i videogiochi ne esiste una che dimostra il contrario, appoggiando la tesi di Fourkiller.

Il politico parla infatti di mancanza di sensibilità dopo numerose ore passate davanti a un videogioco violento, ma a questo punto bisognerebbe condannare anche programmi televisivi, film, libri e persino fumetti.

Allo stesso modo, se si sposta l’attenzione sull’obesità si dovrebbe incriminare qualsiasi attività che renda le persone sedentarie e in generale qualsiasi cosa collegata al mondo televisivo.

I temi trattati sono senza dubbio importanti e meritano di esser discussi, ma la loro banalizzazione e la strumentalizzazione dei videogiochi non ci sembra il modo più corretto per affrontarli. Non bisogna inoltre dimenticare che questa proposta di legge, denominata HB 2696, si scontra con il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Fourkiller potrebbe però appoggiarsi a una sentenza del 1968 della Corte Suprema, che consente agli Stati di sfruttare leggi per vietare l’uso di materiale definito “osceno” da parte dei bambini. Finora i videogiochi non hanno mai ricevuto un trattamento simile, ma non è detto che tramite complicate vie legali si possa arrivare a questo risultato.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 10/02/12 alle ore 17:30 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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