Web & Social » Social Media

L’FBI vuole informazioni dai social network per gestire meglio le emergenze

L’FBI è alla ricerca di uno strumento che permetta di raccogliere informazioni dai social network, come Facebook e Twitter, e dai blog. Lo scopo è di rimanere aggiornati in caso di minacce improvvise, emergenze e incidenti di varia natura, specifica l’agenzia statunitense nella richiesta d’informazioni (RFI) indirizzata alle aziende IT.

Il documento prosegue stilando le caratteristiche ideali che dovrebbe avere quest’applicazione web, come la capacità di organizzare rapidamente le informazioni critiche e di visualizzare avvisi su mappe e cartine geografiche.

La speranza dell’FBI è di usare i dati pubblicati quotidianamente sui social network per individuare tempestivamente minacce critiche e credibili, ma anche per prevenire l’organizzazione di attività pericolose.

“I social media sono una valida fonte d’informazioni per gli analisti dell’intelligence durante le situazioni di crisi perché sono testimoni di questi eventi e anche la prima forma di risposta dei cittadini”, si legge sulla RFI. Il documento continua sottolineando che ormai i social network hanno scavalcato le forze di polizia, i vigili del fuoco e i nuovi media quando si tratta di comunicare notizie relative allo sviluppo di incidenti o di proteste.

Una portavoce dell’FBI ha affermato che un sistema simile sarebbe usato soltanto per monitorare le informazioni disponibili pubblicamente e non per concentrarsi su individui o gruppi specifici.

Tuttavia i programmi dell’FBI preoccupano Ginger McCall, la direttrice di EPIC, acronimo del centro d’informazioni per la privacy elettronica. Il mese scorso l’EPIC ha infatti ottenuto diversi documenti che rivelano il coinvolgimento del dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti in attività di monitoraggio dei social media, molto simili a quelle pianificate dall’FBI.

In quell’occasione EPIC aveva avvisato che alcune di queste attività sembravano avere poco a che fare con la sicurezza interna. La paura maggiore è che anche il piano proposto dall’FBI possa andare oltre la semplice sicurezza pubblica.

“Non dovrebbero monitorare il dissenso o le reazioni alle principali proposte politiche”, sostiene McCall aggiungendo che un sistema simile non dovrebbe essere usato nemmeno per misurare l’opinione dei cittadini su specifiche agenzie governative. Per questo motivo la direttrice ha chiesto un’investigazione completa del progetto dell’FBI, in modo da assicurarsi che non ci siano abusi di potere e che il programma funzioni nel rispetto della legge.

Nessun commento
Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 15/02/12 alle ore 15:45 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

Lascia un tuo commento

News scelte per te
x

Ultimi commenti

Vodafone promo

lunedì 11 dicembre 2017 08:27

  • Archivi