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Chip sottopelle e penne USB che leggono il DNA: ecco la medicina del futuro

Due nuove invenzioni hi-tech potrebbero rivoluzionare il mondo della medicina. Stiamo parlando di una penna USB capace di calcolare una sequenza di DNA in pochi secondi e di un chip sottocutaneo in grado di rilasciare i farmaci a comando.

La prima di queste creazioni si chiama MinION, è un pendrive realizzato dall’azienda Oxford Nanopore e il suo lavoro è di calcolare molto rapidamente semplici sequenze di genoma, come quelle di virus e batteri.

Questo dispositivo consente di ottenere molto rapidamente i risultati su biopsie, di rilevare la presenza di cellule tumorali o di identificare il codice genetico di frammenti ossei trovati fra rovine  archeologiche, e questi sono solo alcuni esempi. MinION dovrebbe arrivare sul mercato verso la fine dell’anno, al prezzo di 900 dollari.

GridION è sempre un prodotto della stessa azienda e si può considerare come una versione più potente di MinION, da usare in laboratorio. Anche in questo caso la tecnologia è la stessa del fratello minore. Si preleva un campione di DNA e viene messo a contatto con una soluzione di enzimi che si legano alla fine di ogni filamento. Collegando il dispositivo alla corrente elettrica si avvia il processo che identifica la sequenza genetica, con enormi vantaggi di tempo.

Per ora usare questa tecnica per fare la mappatura del codice genetico umano è controproducente, visto che sono necessarie sei ore, ma l’azienda specifica che in futuro saranno introdotti ulteriori miglioramenti.

L’altra invenzione, ideata dal MIT (Massachusetts Institute of Technology), è un microchip wireless programmabile da installare sottopelle. Robert Langer e Michael Cima, i responsabili di questo dispositivo, spiegano che i pazienti affetti da malattie croniche con esigenze di terapia del dolore e in generale tutti i soggetti che hanno bisogno di iniezioni frequenti potranno beneficiare di questa tecnologia.

Sette donne affette da osteoporosi sono state le prime pazienti a sottoporsi all’esperimento e non sono stati riscontrati effetti collaterali. Il chip è stato introdotto sotto pelle con un breve intervento chirurgico in anestesia locale e ha rilasciato le dosi giornaliere del farmaco necessario alle pazienti per un periodo di 4 mesi.

Un passo molto utile nel campo della telemedicina, dove con il giusto progresso tecnologico si potrà fornire assistenza farmaceutica a distanza. Tutte le persone abituate a iniezioni giornaliere (basta pensare ai diabetici) ringraziano.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 21/02/12 alle ore 13:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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