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Obama paladino della privacy sul Web, arriva il pulsante anti-tracciamento sui browser

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha deciso di creare alcune linee guida per proteggere la privacy online. L’obiettivo è di costringere aziende come Microsoft, Apple, Facebook e Twitter a dare la massima sicurezza agli utenti, senza ostacolare l’innovazione.

I paletti fissati riguardano principalmente il controllo dei dati da parte degli utenti, la trasparenza e la sicurezza su tutte le attività, l’accesso e la possibilità di correzione delle informazioni da parte degli utenti e soprattutto la responsabilità delle aziende in caso di violazioni.

Regole più simili a quello del Vecchio Continente, dove da tempo si è molto più attenti su temi come la privacy e la sicurezza degli utenti online: basti pensare ai vari discorsi legati al diritto all’oblio digitale, un argomento che nel resto del mondo è ancora affrontato con sufficienza.

Il primo risultato di questo nuovo impegno di Obama si potrà notare nei prossimi browser che useremo per navigare su Internet, perché Google, Apple, Microsoft e Mozilla hanno accettato di aggiungere ai loro software il pulsante “do not track” (non tracciare).

Premendo questo tasto si accederà a una sorta di modalità in incognito (già presente in Firefox e Chrome), e le attività online dell’utente non saranno monitorate.

Chiaramente i contenuti pubblicitari saranno influenzati da questa nuova possibilità, perché il giro d’affari dipende molto dalla possibilità di tracciare i gusti e le abitudini degli utenti, in modo da fornire contenuti personalizzati e attinenti a ciò che piace.

Dall’altra parte bisogna però considerare che, se il governo degli Stati Uniti ha deciso di intervenire in questo modo, è per evitare eventuali abusi e i numerosi casi che si sono verificati nello stato nordamericano danno credito a questa tesi.

Si tratta di prestiti negati perché gli utenti hanno speso denaro in siti considerati non raccomandabili o di assicurazioni non accettate perché un guidatore ha visitato siti di auto sportive. Casi che hanno spinto il governo e il presidente Obama a intervenire per tutelare i consumatori (fortunatamente).

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 27/02/12 alle ore 11:30 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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