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Priorità

Leggevo, grazie al consiglio di un’amica, questa bella esortazione ai genitori fatta da un professore nelle sue cronache scolastiche.

Vorrei dire di come mi si è aperto il cuore, ormai inspessito da troppi colloqui farciti di luoghi comuni nella bocca di tanti (non tutti, ma tanti) professori stanchi, ma questo mi porterebbe un po’ fuori tema.

L’argomento in realtà è la riflessione sulle parole “gentile, educato, molto piacevole, rispettoso” e di come queste, se sono pronunciate a proposito dei nostri figli, ci debbano fare sentire fieri e felici, perchè si riferiscono a quello che noi genitori abbiamo saputo fare meglio per loro.

La gentilezza è una qualità a metà strada tra l’intelligenza e la sensibilità. L’educazione parla di conoscenza non solo dottrinale, ma culturale e sociale. Se sei anche piacevole significa che sai raccontare e allo stesso tempo ascoltare. E nel rispetto mi sembra non ci sia solo paura dell’autorità ma soprattutto consapevolezza e libertà.

Bastano questi quattro pilastri per salvaguardarli da qualsiasi bravata, incluse quelle tecnologiche?
Un ragazzo gentile con ogni probabilità non diventerà un cyberbullo, uno educato non posterà su facebook una barzelletta volgare, preferendole invece una foto con cui condivide piacevolmente un bel momento passato con gli amici.

E’ sempre così? No, non è sempre così, lo sappiamo.
A volte i ragazzi sanno essere lo stesso superficiali, nonostante i principi che inculchiamo loro. Suppongo che se non fosse così, il nostro lavoro di genitori potrebbe finire molto prima di quella che si chiama maggiore età.

Eppure… non a caso il post di questo professore si intitola Priorità.

Ho l’amicizia di mia figlia su facebook e di alcuni suoi amici, anche. Tra di loro un ragazzino con ancora le gote paffute e le lentiggini sul naso, garbato e con genitori assennati e piacevoli.
Qualche tempo fa ha postato su facebook un banner che recitava “AAA cercasi donna dotata di cervello (se ricca e maiala ancora meglio)”.
Pedantemente, e un po’ scandalizzata, lo confesso, non sono riuscita a trattenermi dal commentare “ogni volta che dici la parola “donna” ti riferisci anche a tua madre e a tua sorella”.

Non si pensi qui che io abbia qualche ambizione di giustiziera della rete e che mi aggiri con supreme finalità educative tra i contatti facebook dei miei figli. L’episodio è stato del tutto casuale ma mi ha fatto sorridere per due motivi.

1. Contro ogni previsione, non mi ha tolto l’amicizia, ma ha rimosso il banner. Il ragazzo in questione, che rientra nella categoria sopra descritta di gentilezza e rispetto (e il suo professore con ogni probabilità così lo ha descritto ai genitori a colloquio) è scivolato su una piccola buccia di banalità e si è immediatamente ripreso.

2. Il poverino, mentre scivolava sulla buccia, si è subito trovato nel fuoco incrociato non di sua mamma, bensì di un’altra mamma (io), che lo ha colpito a sorpresa.

Il che mi fa pensare anche a un altro argomento, ai benefici di questa rete dove i nostri figli parlano così pubblicamente, chè se non ci siamo noi genitori a leggere e intervenire se necessario, è probabile che ci sia un altro adulto.
E questo mi rassicura.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo

 

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 12/03/12 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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