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SXSW: musica digitale, social e solidarietà

In questi giorni South by Southwest rappresenta certamente il palcoscenico dell’hi-tech declinato in tutte le sue forme, tra tecnologie emergenti a dir poco avanguardistiche e bizzarre innovazioni per le categorie Interactive, Film e Music. Giunto alla ventiseiesima edizione, il festival del digitale dedicato alle start up, gode di risonanza a livello internazionale grazie a un fitto programma, scandito da conferenze, workshop e presentazioni tenuti da personalità di spicco.

E dopo l’annuncio di Instagram versione Android e l’incontro Journalism’s Got 99 Problems: Design Is #1 vi segnaliamo alcune delle proposte più interessanti tra cui una che ha provocato un po’ di agitazione mediatica. SXSW nasce nel 1987 originariamente come festival musicale e tutt’oggi l’argomento di numerosi appuntamenti resta la musica, chiaramente in relazione alle nuove tecnologie, come dimostra Listening Post, una delle novità presentate. Si tratta un vero e proprio poster interattivo che, attraverso inchiostri conduttivi, mette in contatto il mondo cartaceo con i dati digitali, offrendo la possibilità di ascoltare le demo di band musicali e di prenotare i biglietti per i concerti.

Altra curiosa proposta è Give Em This, un sistema che consiglia cosa regalare ai propri amici: l’applicazione analizza il profilo dell’amico in questione presente sui vari social network e individua una lista di possibili regali chiaramente in linea con i suoi gusti. SXSW è anche la location ideale per i pronostici sui social: dopo il lancio del fortunato Twitter nel 2009 e di Foursquare nel 2010, quest’anno sono state presentate varie location-based social network apps, tra le quali Highlight sembrerebbe la super favorita.

A far scatenare la polemica durante la fiera è stato Homeless Hotspots, un progetto di BBH Labs. L’iniziativa ha visto durante la manifestazione il coinvolgimento di 13 clochard che hanno indossato magliette con su scritto nome e numero di telefono da contattare per ottenere il codice di accesso alla rete, in cambio della tariffa standard di 2 dollari per 15 minuti di Wi-Fi, alla quale poter aggiungere un’offerta libera. Ovvio che l’esperimento abbia sollevato diversi pareri contrastanti: è possibile sperimentare in versione digitale la solidarietà?

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 15/03/12 alle ore 11:30 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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