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Buon compleanno Twitter: già grande a sei anni

Erano le 21.50 del 21 marzo 2006 quando Jack Dorsey (@Jack) pubblicò il primo inconsapevole tweet: “just setting up my twttr“. Oggi, 21 marzo 2012, ricorre il sesto compleanno di Twitter. Secondo la leggenda, lo spunto che avrebbe dato origine al nuovo social network è venuto allo stesso Jack, il quale un giorno, mentre era seduto su un’altalena al parco e mangiava cibo messicano, ha avuto l’idea di un servizio che permettesse a un individuo di comunicare con un ampio numero di persone attraverso degli SMS. I progetto fu portato avanti da un piccolo team composto da membri della società californiana Odeo tra cui, oltre a Jack, si contano Evan Williams e Biz Stone. Il primo nome del progetto fu twttr, parola ispirata all’allora già fortunato Flickr ed ai cinque caratteri di lunghezza dei numeri brevi per l’invio degli SMS negli USA. Il primo prototipo della piattaforma è stato testato internamente fra le persone di Odeo, mentre la versione finale è stata aperta al pubblico il 15 luglio 2006.

La prima svolta per la popolarità di Twitter è avvenuta durante l’edizione 2007 del South by Southwest Festival: nei giorni dell’evento l’uso di Twitter triplicò passando da 20.000 ad oltre 60.000 tweet al giorno. All’evento erano infatti presenti due grandi schermi utilizzati esclusivamente per far scorrere lo stream dei tweet pubblici. Durante il suo primo periodo di vita, Twitter ha trovato proprio nell’area di San Francisco lo zoccolo duro dei suoi utenti attivi. Ai primi adopter si deve, tra l’altro, la nascita della funzione di “retweet”, ottenuta inserendo la sigla RT prima di citare un follower. Da quel momento la crescita del social network dei cinguettii è stata repentina, coinvolgendo il mondo del web a livello mondiale. Difficile poter dare i numeri ufficiali oggi. Di pochi mesi fa è la notizia, mai confermata, del raggiungimento di 500 milioni di utenti. Per farsi un’idea il più fondata possibile, possiamo riferirci a un post pubblicato sul blog ufficiale un anno fa proprio in occasione del quinto compleanno del social network. Secondo i dati forniti in quella occasione per raggiungere il primo miliardo di tweet ci sono voluti 3 anni, 2 mesi e 1 giorno. In quel periodo un miliardo di tweet veniva spedito in una sola settimana, mentre la media di tweet al giorno era 140 milioni. Nello specifico, i tweet spediti l’11 marzo 2011 sono stati 177 milioni, mentre i tweet mandati il 25 giugno 2009 in occasione della morte di Michael Jackson erano 456 al secondo. Per quanto riguarda invece il numero di account, sempre in quel post viene comunicato che il 12 marzo 2011 il numero di account creati furono 572.000, mentre la media del mese era 460.000. Infine la crescita del numero di utilizzatori via mobile era del 182%.

Insomma, questo giusto per rendersi conto dei numeri stratosferici registrati, che con tutta probabilità, siccome si riferiscono alla situazione di un anno fa, vanno ampiamente ritoccati al rialzo. Un volume non indifferente, che ha permesso a Twitter di assumere il ruolo di vero e proprio mezzo di comunicazione alternativo, anche e soprattutto in situazioni difficili come quelle vissute durante il periodo della Primavera Araba. Jack Dorsey e colleghi  hanno dunque un sacco di buoni motivi di festeggiare questo sesto compleanno di Twitter, con tanto di bottiglia di Champagne. Certo, ad onore di cronaca, è giusto citare il fatto che in rete esistono anche commenti critici sull’utilizzo e sulle caratteristiche di questo mezzo di comunicazione. Ben noti, soprattutto per il dibattito che ne è scaturito, i commenti di Michele Serra su La Repubblica, e Massimo Gramellini su La Stampa. In entrambi i casi il dito viene puntato sull’estrema brevità dei messaggi su Twitter, che come noto impone un limite di 140 caratteri. Questa implicherebbe tra le altre cose un’eccessiva superficialità dei contenuti, l’uso frettoloso e impulsivo della parola, la prevalenza dell’emotività sul ragionamento. In perfetta linea con lo spirito di Twitter, ogni opinione è accettata e ha il medesimo peso di tutte le altre. Forse dall’insieme di tante diverse opinioni, si può dedurre che ancora una volta, anche in questo caso, la palla passa in mano agli utenti. Come quasi sempre accade quando si parla di strumenti e canali messi a disposizione da internet, la differenza la fa il modo in cui gli utenti se ne servono. “Twitter: è solo un medium“, ha scritto Serra, e il successo attuale e futuro di questo medium dipende semplicemente dalla consapevolezza e maturità con cui gli utenti lo usano. Anche se ha solo 6 anni.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 21/03/12 alle ore 17:30 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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