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Quando sui social si lotta per i libri

Negli ultimi giorni su Twitter spopolano hashtag dedicati al dibattito intorno al tema delle case editrici non a pagamento.

Dopo aver seguito con interesse l’hashtag #caroeditore, che ha stimolato discussioni e battute tra i lettori e gli addetti ai lavori in prima linea, da ieri è tra i più frequentati l’hashtag #cenap, nato con l’obiettivo di mappare le case editrici gratuite – in pratica quelle che non chiedono contributi agli autori – e diventato un luogo di riflessione virtuale sul mondo delle pubblicazioni.

Tematica centrale in un Paese come il nostro dove i dati dell’AIE (Associazione Italiana Editori) dicono che i lettori “forti”- quelli, per intenderci, che leggono almeno un libro al mese – sono in perpetua diminuzione. E soprattutto dove per essere pubblicati, sembra ormai quasi si debba essere personaggi già noti, parenti di vip o, appunto, pagare!

Ebbene questi trend online sembrano nati proprio per ricordare che ci sono ancora tanti editori che pubblicano gratuitamente, nello spirito del loro lavoro, investendo il loro tempo e le loro risorse sull’autore e sul suo talento. E, ancora, che ci sono anche strumenti nuovi, ma non meno efficaci e rispondenti allo scopo, quali il self-publishing, dall’iBookstore di Apple ai progetti in via di sviluppo delle principali case editrici italiane.

Insomma, una ventata di ottimismo per tutti quegli autori che sperano di vedere editi i loro lavori e anche per i lettori che auspicano di leggere opere di qualità.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 28/03/12 alle ore 16:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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