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Il vostro negozio preferito rischia di chiudere? Ci vuole un Cash Mob

Avete mai sentito parlare di Cash Mob? Ce ne sarà uno molto presto anche in Italia, a Milano, il prossimo 14 aprile. Di cosa si tratta? Il cash mob è un’iniziativa di solidarietà il cui fine è aiutare piccoli esercizi commerciali locali in difficoltà attraverso un’azione di acquisto di massa. Nel concreto, un gruppo di persone si dà appuntamento via internet per fare acquisti, tutte insieme e alla stessa ora, in un piccolo negozio che “non naviga in buone acque”, in modo da provare a scongiurarne la chiusura.

Il primo appuntamento italiano di questo tipo, sabato 14 aprile, è in piazzale Bacone, zona Corso Buenos Aires, alle ore 18.00. Il proposito è recarsi in un esercizio commerciale dove spendere almeno 10 euro a persona. L’evento è nato per iniziativa del gruppo Cash Mob Milano sulla scia del successo avuto da questo tipo di iniziative all’estero (il primo Cash Mob Day è previsto per il prossimo 24 marzo a livello mondiale). Dotatosi di tutti i canali digitali per promuovere l’appuntamento (sito, blog, Facebook, Twitter), il gruppo punta su passaparola e viralità della rete per la riuscita dell’evento, a cui si può aderire fino al 14 aprile. L’esercizio commerciale oggetto di questo cash mob è a rischio chiusura, a causa di affitto raddoppiato e crisi economica. “Una realtà gestita da persone competenti e appassionate – spiegano gli organizzatori -. Un prodotto acquistato per voi o per i vostri cari può fare la differenza in modo concreto e immediato”. Il nome del negozio? Top secret, come previsto dalle “regole” di un vero cash mob.

I primi cash mob “documentati” hanno avuto luogo negli Stati Uniti durante il 2011 a Buffalo (New York State) e Cleveland (Ohio). La prima azione è nata nell’agosto 2011 su iniziativa del blogger Christopher Smith per salvare dalla chiusura uno storico negozio di vini della città. Smith era riuscito a radunare, attraverso social network e passaparola, un centinaio di persone. Nello stesso periodo a Cleveland l’avvocato Andrew Samtoy aveva avuto la stessa idea e a novembre 2011 riusciva a radunare un gruppo di circa 40 persone per fare acquisti di massa in una libreria locale. Entrambi i gruppi sostengono di essere i creatori sia del termine “cash mob”, sia del tipo di evento. Questo però non ha molta importanza: ciò che conta è che, attraverso il web, l’idea di un acquisto mirato di massa ha cominciato a diffondersi in tutto il nord America. Samtoy stesso ha definito il cash mob “Una specie di Groupon al contrario, un acquisto di massa, locale e solidale che dà una chance ai piccoli imprenditori di creare un rapporto diverso e di lunga durata con i clienti”.

Insomma, non sarà forse un cash mob a farci dimenticare la crisi e risolvere tutti i problemi del momento. Sicuramente, però, maggiore sarà il numero dei partecipanti all’evento milanese, maggiore sarà il sollievo del commerciante prescelto.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 03/04/12 alle ore 10:30 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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