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Il mare in mostra a Castel dell’Ovo

Dalla redazione di Napoli. Un “mare d’arte” investe in questi giorni la città di Napoli, che in occasione dell’America’s Cup, si mette in mostra per restituire ai visitatori la bellezza e la profondità emotiva che il mare ogni giorno genera e alimenta. A Castel dell’Ovo tre percorsi espositivi, realizzati con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, celebrano il mare come bene collettivo dell’umanità.

Si parte con Vele d’arte, curata da Beppe Palomba per l’Accademia della Bussola. Ospitata nella Sala delle Prigioni fino al 1 maggio, la mostra ricostruisce una regata di 26 vele, dipinte ad acquerello o con stampe digitali, realizzate dai più originali talenti visuali del panorama artistico contemporaneo, provenienti dall’Italia, dal Brasile e dalla Germania. Insieme a loro, gli studenti della cattedra di Scultura della IV G Sezione Beni Culturali del Liceo Artistico di Napoli, con una scultura in tema rappresentano i fermenti e la creatività dei giovani artisti napoletani.

Proseguiamo con la mostra fotografica I mari dell’uomo. Dalla costa del deserto cileno alle spiagge della Mauritania, dai pescatori a largo della Somalia alle reti delle tonnare di Favignana. Questo e molto altro nel viaggio iconografico del celebre documentarista Folco Quilici. L’esposizione, promossa dalla Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, che sarà visitabile fino al 6 maggio, si sviluppa attraverso l’esposizione di 80 fotografie a colori di grande formato che, realizzate dal 1952 al 2008, ricostruiscono le tradizioni e le ritualità legate al mare, dal mondo degli abissi ai villaggi sulla costa. Le immagini sono accompagnate da un interessante filmato inedito di sessanta minuti che raccoglie spezzoni di film, documenti e libri dell’autore, dalle riprese di Sesto Continente del 1954, alla strage degli squali degli ultimi anni.

Infine, nella Sala delle Terrazze, fino al 19 aprile, sarà ospitata la mostra foto-documentaria Da scugnizzi a marinaretti. L’esperienza della Nave-Asilo Caracciolo, curata da Antonio Mussari e Maria Antonietta Selvaggio e realizzata nell’ambito del “Progetto Memoria” del Museo del Mare di Napoli. Attraverso materiali fotografici inediti e fonti d’archivio, l’esposizione ricostruisce la storia del metodo educativo sperimentale, ideato da Giulia Civita Franceschi, direttrice della Nave-Asilo, che tra il 1913 e il 1928, tolse dalla strada 750 “scugnizzi”, attirando l’ammirazione di studiosi ed esperti di tutto il mondo. Sulla nave Caracciolo ogni bambino trovò la famiglia e la casa di cui era stato privato e, grazie al sistema Civita, poté istruirsi e crescere secondo le proprie attitudini. Grande sinergia dunque tra l’arte e il territorio partenopeo, che per sua vocazione offre un turismo culturale di alto livello. Un’occasione per raccontare, da molteplici punti di vista, il rapporto della città di Napoli col suo mare.

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Questo articolo è stato pubblicato sabato 07/04/12 alle ore 15:00 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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