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Megaupload mette nei guai il suo fornitore server

Il servizio di file hosting Megaupload, chiuso per pirateria nel gennaio scorso con una mega-operazione di polizia internazionale, rischia di mettere nei guai anche il suo provider. La statunitense Carpathia Hosting, che ne gestiva i 1100 server con 25 milioni di GB di dati, potrebbe finire sul banco degli imputati per violazione di copyright.

Venerdì scorso, il pubblico ministero statunitense che si sta occupando del caso, durante l’incontro per risolvere la questione relativa ai costi sul mantenimento dei dati, ha sollevato il problema della connivenza pirata. A suo parere i ricavi di 35 milioni di dollari ottenuti da Carpathia Hosting per ogni attività dimostrerebbero co-responsabilità negli illeciti.

Doccia fredda insomma per il provider statunitense: pensava di ottenere un indennizzo per i 9mila dollari al giorno di costo che si sobbarca per non eliminare tutti i dati e invece ecco l’amara sorpresa. Il problema è che a parte la difesa da queste ultime accuse, sarebbe ancora più rischioso decidere di eliminare ogni dato dai server. Bisogna infatti ricordare che fra i tanti clienti di Megaupload c’erano anche aziende e utenti onesti che ne sfruttavano i servizi per backup. Insomma, azzerare i server vorrebbe dire esporsi al rischio di migliaia di procedimenti civili.

La MPAA (l’associazione dei produttori cinematografici) in ogni caso ha detto di non essere più interessata ai dati. Manca solo il parere del giudice.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 17/04/12 alle ore 10:30 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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