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Facebook attento alla protezione: software in prova gratis sull’Antivirus Market

Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook, ne pensa una al giorno per dare sempre nuovo valore alla sua creatura social e ora ha stretto accordi con i principali produttori di software antivirus per pc. Obiettivo: educare alla protezione gli iscritti al suo social network rendendolo, nel contempo, più sicuro.

Per farlo ha sottoscritto accordi di varia natura con i principali player del settore – Symantec, Mcafee, Trend Micro, Sophos e Microsoft – prevedendo licenze gratuite da sei mesi fino a un anno, per gli iscritti a Facebook. L’idea è quella di tutelare l’utenza per meglio tutelare i propri meccanismi interni. Come? Con uno spazio apposito, l’Antivirus Marketplace, dove gli utenti Facebook potranno scaricare le protezioni con licenze gratuite.

Tra le altre cose verranno sincronizzati i database delle blacklist di Facebook con quelli delle varie software house, così ogni volta che queste aggiorneranno le liste dei siti pericolosi anche la piattaforma ne inibirà l’accesso. La pagina Facebook Security  inoltre sarà aggiornata nel tempo con post e bollettini che potranno essere di aiuto agli utenti per proteggere i PC.

“Niente è più importante per noi della sicurezza delle persone che usano Facebook, e la sicurezza dei loro dati”, ha dichiarato il portavoce di Facebook. “Il team di Facebook Security ha aperto la strada a molti sistemi di difesa innovativi contro virus, spam e attacchi phishing, così come meccanismi di controllo automatici che spengono annullano pagine pericolose, account e applicazioni. Una reale sicurezza efficace richiede la cooperazione e siamo entusiasti di questa partnership con molti dei leader della comunità di sicurezza per aiutare a difenderci meglio contro le minacce già esistenti, ad anticipare le nuove e dotare le persone degli strumenti di cui hanno bisogno per proteggersi”.

Una difesa in più per gli utenti, insomma, a protezione di una piattaforma al centro del mirino di molti hacker proprio per la sua popolarità.

Questa linea di pensiero sta però sollevando alcune polemiche negli Stati Uniti, dove già in merito all’atto di sicurezza Cispa, il Cyber-Intelligence Sharing and Protection Act, si sta discutendo animatamente delle questioni, parallele e interconnesse, legate alla protezione e alla privacy. Il rischio lamentato da molte associazioni civili sarebbe quello di permettere, alle agenzie governative nel caso del Cispa, di ottenere facilmente dati riservati e sensibili.

Polemiche a parte l’iniziativa pro-sicurezza sembra interessante, anche da un punto di vista di “educazione social”.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 27/04/12 alle ore 14:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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