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Quanto sei influente online? Lo misura Klout

Nell’ultimo periodo in redazione si è parlato molto di Klout, ma in tutta franchezza non avevo idea di cosa fosse realmente fino a che un giorno ho calcolato il mio Klout Score, tra le impazienti richieste dei miei colleghi per sapere quale fosse il punteggio. Mi sono sentita nel mio piccolo un po’ come Sam Fiorella, un senior marketing manager che – come riportato da Wired US – durante un colloquio di lavoro si è trovato spiazzato davanti alla domanda: “Qual è il tuo Klout Score?“. L’agenzia di pubblicità che lo aveva spontaneamente contattato, avrebbe poi declinato la scelta su un altro candidato. Questo perché il manager, con un’esperienza pluriennale in realtà aziendali del calibro di AOL e Ford, non aveva la men che minima idea né di quale fosse il suo punteggio, né di cosa fosse Klout.

A questo punto credo che possa essere di interesse comune capire cos’è esattamente Klout. Come ben spiegato nel manuale Social Media Roi di Vincenzo Cosenza, si tratta del servizio web più avanzato nella misurazione dell’influenza online tanto da autodefinirsi lo standard di questo tipo di misurazione. Dopo l’accesso, una volta indicati sul sito tutti i social in uso, il sistema delinea il livello di influenza online e il grado di interazione nei profili utenti tramite l’analisi di post, tweet, retweet, condivisioni, commenti e like. Insomma un identikit della propria identità digitale. Un algoritmo segreto mette poi in relazione il tutto, restituendo un punteggio – il famoso Klout Score – misurato su una scala che va da 1 a 100 (massima influenza). La capacità di ispirare gli altri online è rappresentata anche da un grafico che rileva il livello di influenza del profilo e che consente anche di comparare due account, evidenziando le differenze. Interessante anche Klout Style, una matrice che definisce il proprio stile di abitare il web, in base al tipo di attività svolte online. A me è uscito You are an observer che come potrete intuire non è associato a un Klout Score particolarmente elevato. Motivo per cui sono rimasta appiccicata al computer per ore nel frenetico tentativo di incrementare vertiginosamente il mio punteggio: una reazione scontata che – sempre secondo Wired Us – pare abbia avuto anche Fiorella. Passò infatti i sei mesi successivi a lavorare sodo per raggiungere 72 come Klout Score, per poi sintetizzare in una dichiarazione l’importanza di quel 72 :”Quindici anni di ottimi risultati non erano così importanti come quel punteggio”.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 04/05/12 alle ore 15:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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