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Corre veloce lo sviluppo dei bio-computer

Le università di Leeds e di Tokyo stanno portando avanti due progetti che mirano alla realizzazione dei primi computer biologici. Nel Regno Unito il team di ricercatori è riuscito a individuare un modo per coltivare la magnetite, il minerale con le più intense proprietà magnetiche esistente in natura, imitando il metabolismo di un batterio (Magnetospirilllum magneticum).

In questo modo si ha potenzialmente a disposizione uno degli elementi chiave per il settore hard disk. I nanomagneti infatti si possono impiegare per la creazione di dischi con una maggiore densità di dati e in generale rappresentano un contributo rilevante alla sempre più rapida miniaturizzazione dei dispositivi elettronici. “Stiamo arrivano velocemente ai limiti della produzione elettronica tradizionale mano a mano che i componenti diventano più piccoli – ha spiegato Sarah Staniland dell’Università di Leeds, uno dei responsabili del progetto – Le macchine che abbiamo usato finora sono inadatte a scale così piccole”.

In Giappone invece si è partiti da membrane cellulari per realizzare nanotubi: potrebbero un giorno essere in grado di creare l’ossatura di un sistema di comunicazione all’interno di un computer biologico costituito da cellule, come ha spiegato il Dottor Masayoshi Tanaka. Senza contare eventuali applicazioni in chirurgia, considerata la compatibilità con i tessuti umani.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 09/05/12 alle ore 14:00 e classificato in Mobile & Tech » Computer & Tablet . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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