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Fabrizio Plessi e i trofei per Arzanà’s Trophy City of Venice

Dalla redazione di Venezia: Amalia Nangeroni
Le evoluzioni della Formula 1 del mare sono state stilizzate e rappresentate dall’artista di fama internazionale Fabrizio Plessi in un’opera che è stata scelta come il premio per il team vincitore della competizione Arzanà’s Trophy City of Venice, una delle gare legate alla Coppa America di Venezia, a cui saranno anche consegnati 30.000 euro.

Molti, tra osservatori attenti e appassionati di vela, tendono ad accumunare i veloci catamarani come interpretazioni di un ardire tecnologico che sembra ricordare le espressioni artistiche dei futuristi del secolo scorso. Fabrizio Plessi è un’artista reggiano, – veneziano d’adozione – e i premi rappresentano delle riproduzioni in scala ridotta di Mare Verticale, l’enorme stele dalla forma di una barca di 44 metri d’altezza, che emergeva dalla laguna all’ingresso della Biennale d’arte di Venezia del 2005. ”Questa scultura d’acciaio cromato, al cui interno scorreva una cascata d’acqua virtuale ricreata attraverso l’uso di schermi e monitor – ci spiega Plessi – rappresenta un simbolo per Venezia. La scelta di riprodurre per i trofei proprio quell’opera è stata di Alberto Peruzzo, fondatore e presidente di Arzanà Navi”.

La fusione tra arte e tecnologia è una caratteristica dell’espressione artistica di Plessi e l’acqua è il punto focale in cui converge la sua ricerca artistica. L’anno scorso, sempre in Biennale, Plessi ha esposto Mariverticali presso il Padiglione Venezia restituito alla città da Arzanà Navi e Louis Vuitton, dopo un accurato restauro. Si trattava di sei imbarcazioni in acciaio nero che emergevano dall’oscurità mentre su video schermi erano evocati suoni, correnti e flutti di mari simbolici.

Fabrizio Plessi afferma che la sua è “un’arte tecnologica che con il passare del tempo è diventata archeologica, perché in fondo la tecnologia ha avuto talmente un decollo vertiginoso che le tecnologie che uso sono da considerarsi archeologia con il passare del tempo. Il mio agire pertanto è sempre in un rapporto tra arte e tecnologia. Sono nato nel contesto dell’arte povera che inizia nel ’68. Ero un ragazzo che lavorava immerso in questo clima: cercavo di comunicare, mettere insieme, fare convivere elementi poveri come la pietra, il ferro, la paglia, il carbone, i sassi con il cangiante tecnologico”. Plessi consegnerà personalmente il premio al team vincitore lasciando temporaneamente l’allestimento di Monumenta nella Valle dei Templi ad Agrigento, un’installazione di nove torri inedite, rivestite in tufo artificiale per emulare la pietra del parco archeologico.

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 13/05/12 alle ore 17:20 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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