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Pannelli a energia solare nella retina, ecco come si cura la cecità nel 2012

Gli scienziati dell’Università di Stanford hanno realizzato un impianto oculare che sfrutta microscopici pannelli fotovoltaici inseriti direttamente nella retina. L’obiettivo dei ricercatori è di correggere la cecità e i difetti visivi causati dal danneggiamento della retina, a patto che le altre zone dell’occhio siano ancora in salute.

Questa soluzione s’ispira a progetti già esistenti, ma a differenza dei normali impianti oculari la fase chirurgica è molto più semplice, perché in questo caso non c’è bisogno di un sistema di alimentazione esterna via cavo. Il materiale fotovoltaico è infatti in grado di trasformare la luce in segnali elettrici, che successivamente sono trasmessi al nervo ottico e al cervello. Un altro vantaggio è che il paziente può teoricamente guardare in varie direzioni, impossibile con i normali impianti.

Purtroppo però siamo ancora lontani da una soluzione definitiva che allontani del tutto l’uso di dispositivi esterni. I fotodiodi non sono ancora abbastanza sensibili e non sono in grado di funzionare correttamente con la luce ambientale. Tuttavia gli scienziati hanno notato che si possono attivare con un debole laser a infrarossi e questa scoperta ha portato alla realizzazione di un visore esterno in grado di catturare le immagini e di trasmetterle a un computer portatile (o a uno smartphone, in prospettiva futura).

Grazie alla potenza di calcolo di questi dispositivi si possono elaborare le immagini in tempo reale e determinare i segnali laser che il visore irradierà nell’occhio, in modo da raggiungere correttamente l’impianto oculare del soggetto, che interpreterà i dati trasformandoli in quello che effettivamente il paziente dovrebbe vedere. Da un lato l’uso di un visore esterno è leggermente scomodo e limita le possibilità di cambiare liberamente la direzione dello sguardo, ma dall’altro lato c’è il vantaggio che una soluzione simile è facilmente riparabile e migliorabile. Basterebbe sostituire il modello in uso con uno più evoluto per godere di nuovi vantaggi, man mano che i ricercatori migliorano la tecnologia. Il collegamento a uno smartphone potrebbe inoltre aprire le porte a una vasta gamma di applicazioni specifiche, senza dimenticare che il visore potrebbe essere dotato di sensori termici, videocamere e fotocamere con obiettivi telescopici e microscopi… Altro che Robocop!

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 16/05/12 alle ore 12:30 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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