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Facebook a un passo dalla quotazione in Borsa

Manca un giorno alla quotazione di Facebook in Borsa (la data annunciata è infatti domani 18 maggio, con esordio al Nasdaq) e inevitabilmente le voci sul valore dell’operazione e sui suoi possibili sviluppi diventano sempre più insistenti. Secondo le ultime stime ogni azione del social network da (quasi) 1 miliardo di iscritti potrebbe valere tra i 34 e i 38 dollari, mentre nei documenti presentati dalla società di Menlo Park si ipotizzava inizialmente un intervallo tra i 28 e i 35 dollari. Se le indiscrezioni fossero confermate, il valore della creatura di Mark Zuckerberg all’esordio potrebbe raggiungere i 104 miliardi di dollari, contro un valore di 96 miliardi sulla base delle precedenti valutazioni. Sempre secondo le nuove stime, l’Ipo (initial public offering, ovvero offerta pubblica iniziale) varrebbe circa 18,4 miliardi di dollari, per la cronaca il maggior sbarco in Borsa di sempre nel campo hi-tech e tra i primi tre negli Stati Uniti.

Incerte le previsioni sull’andamento dell’operazione nel medio e lungo termine, soprattutto alla luce delle alterne vicende che stanno accompagnando Facebook al suo sbarco in Borsa. Dopo le acquisizioni strategiche di Instagram e Galncee, come una doccia fredda è arrivata la notizia che General Motors, il terzo maggiore investitore pubblicitario negli USA, ha intenzione di non investire più negli Ad di Facebook, in quanto avrebbero dimostrato poca capacità di influenzare le vendite. Nel 2011 GM aveva investito 10 milioni di dollari in Facebook Ad, una cifra che certo non mette in pericolo le floride casse di Menlo Park, ma che è comunque sintomo di un problema sull’efficacia della comunicazione commerciale sul social network.

Quali sono dunque i rischi per chi volesse acquistare le azioni di Facebook? I rischi, nel breve periodo, risiedono principalmente in un flop dell’Ipo, che può vedere il valore di Facebook scendere (nel caso in cui l’iniziale valutazione fosse troppo alta) anziché aumentare. A questo si aggiungono i rischi tipici del comparto azionario, molto volatile nel breve periodo, e quelli legati all’e-conomy in generale e a Facebook in particolare, primo fra tutti la sostenibilità del modello di business visto l’andamento altalenante, come dicevamo, della raccolta pubblicitaria.

Con tutta probabilità le prime mosse riguarderanno un numero ristretto di grandi investitori e investitori istituzionali, come le banche. Questi ultimi, del resto, hanno già indicato una propensione all’acquisto superiore alle stime iniziali. Sin da subito, in ogni caso, l’acquisto di azioni dovrebbe essere disponibile anche per privati e piccoli risparmiatori, consci che, è bene ricordarlo, perdere o acquisire più o meno grandi somme di denaro non è proprio la stessa cosa rispetto a vedere crescere o diminuire il proprio numero di amici online.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 17/05/12 alle ore 12:45 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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