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I ricordi di Paul Cayard raccontano la storia dell’America’s Cup

Dalla redazione di Venezia: Eleonora Drago

In occasione delle World Series a Venezia in questi giorni stanno arrivando quasi tutti i protagonisti della storia dell’America’s Cup. Ieri sera è arrivato in laguna Paul Cayard, attualmente CEO del team svedese Artemis Racing, anche se nella memoria di tutti gli appassionati (che ricorderanno anche sicuramente le notti insonni per seguire in televisione le regate a San Diego), e soprattutto dei veneziani, lui rimane lo storico skipper che nel 1992 portò il Moro di Venezia, l’imbarcazione varata proprio nella città lagunare, alla conquista della prima Louis Vuitton Cup italiana della storia.
Arrivato all’AC Village verso sera, è salito sull’imbarcazione più tipica del paesaggio veneziano: un vaporetto che aspettava nella darsena dell’Arsenale tutti i giornalisti del Media Center per condurli all’aperitivo a Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò di Venezia. Durante il percorso lungo il Canal Grande è rimasto ad ammirare i palazzi storici della Serenissima con il sorriso sulle labbra come un qualunque turista, invece di entrare a parlare con tutti i giornalisti.

Gli abbiamo chiesto se poteva concederci un’intervista e si è mostrato subito disponibile nel farla appena sbarcati sul molo: indossava la divisa sportiva del suo team, Artemis, e in tutte le sue risposte traspariva il riconoscimento per l’Italia, Paese a cui sono legate molte delle sue soddisfazioni veliche, e l’ammirazione per Venezia, città perfetta per un uomo che ha passato la propria vita in mare. I ricordi più belli in città sono quelli più semplici e quotidiani, legati al periodo in cui ha vissuto qui con la sua famiglia.

Non poteva mancare anche un commento sulle regate e sulle aspettative per la competizione vera e propria che si disputerà nei prossimi giorni: contento per i progressi dimostrati da Artemis, ammette che sarà più divertente seguire anziché disputare i match in laguna, campo di regata più ostico per via delle condizioni di vento inaspettate. La conclusione è ancora una volta un omaggio all’Italia: è giusto che si disputino qui ben due tappe delle World Series, poiché il pubblico italiano è quello migliore e la storia della vela italiana merita questo regalo.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 17/05/12 alle ore 15:30 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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