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Kickasstorrents.com chiude i battenti, niente più accessi dall’Italia

Kickasstorrents.com, uno dei siti torrent più frequentati di tutto il web, è diventato inaccessibile per tutti gli utenti italiani. La Procura di Cagliari ha infatti deciso di inibire l’accesso (DNS) al sito, adottando la misura pre-processuale del sequestro preventivo, come specifica l’avvocato IT Fulvio Sarzana. La colpa è da imputare alla condivisione illegale di file protetti da copyright.

“Da un po’ di tempo a questa parte sembra che non sia nemmeno necessario il ricorso a un giudice in grado di valutare la bontà di una simile misura”, spiega Sarzana. Non importa dunque se tutti i file segnalati su Kickasstorrents.com sono illegali, o soltanto una parte. La Procura ha emesso un ordine di inibizione datato 17 maggio e a breve tutti i provider dovranno bloccare l’accesso al sito. “Diversi giuristi si stanno interrogando sulla compatibilità di questi provvedimenti con la disciplina costituzionale del diritto all’informazione e con i principi del diritto internazionale richiamati dalla costituzione. L’Italia può privare milioni di cittadini dell’accesso alle risorse del web ancora prima dell’accertamento definitivo della commissione di un reato compiuto da terzi?”, si interroga Sarzana. Una domanda che per ora è destinata a rimanere senza risposta.

Nel frattempo la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) commenta con toni positivi l’esito di questa operazione, sostenendo che la piattaforma era da tempo nel mirino delle autorità USA, al pari di altri pericolosi siti molto attivi nella distribuzione di musica illegale. “Le piattaforme come Pirate Bay, BTJunkie e Kickasstorrent sono gestite da organizzazioni criminali, che guadagnano milioni di euro grazie agli introiti derivati dalla pubblicità”, spiega Enzo Mazza, presidente di FIMI. Nel frattempo gli utenti più abili e la maggior parte dei pirati hanno già trovato modi alternativi per collegarsi a questi siti, mentre gli utenti ignari che vogliono scaricarsi l’ultima distribuzione di Linux, un esempio di file legale condiviso tramite circuito Torrent, dovranno trovare altre soluzioni.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 25/05/12 alle ore 17:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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