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Come twitta l’Italia

Nell’ambito della conferenza State of the net, in scena in queste ore a Trieste, stanno emergendo dati molto interessanti sullo stato della rete in Italia.

Navigatori di tutto il Paese, i protagonisti – che lo sappiate o no – siete proprio voi, siamo noi tutti con le nostre abitudini di navigazione. Al centro dell’attenzione, infatti, social e piattaforme di microblogging.

Tra i tanti argomenti interessanti di cui si parla e si parlerà anche domani, è stato presentato stamattina il primo studio dedicato ai tweet degli italiani. Come, quando, quanto: le domande sono quasi esistenziali e i risultati molto interessanti.

Rabbia, paura, tristezza, gioia. Gli umori di un popolo intero traspaiono sulla rete a colpi di frasi, spesso taglienti e lapidarie, composte da 140 caratteri.

“Per la prima volta, sono stati analizzati 31,5 milioni di tweet scritti da italiani”, spiega Vincenzo Cosenza, il noto esperto di social media. “Le parole su Twitter rilevano l’umore dell’utente. Il nostro software di analisi semantica, Blogmeter, consente l’estrazione automatica dell’umore espresso nei tweet (positivo, negativo, misto) e permette di tenere traccia dell’evoluzione e del cambiamento nel tempo delle attitudini emotive degli utenti”, continua Cosenza.

Si parte dalle cifre generali: gli italiani che usano internet sono 40 milioni, ovvero il 73% della popolazione. 28.6 milioni i navigatori mensili, 13.8 quelli giornalieri.

In generale per incontrarsi online preferiscono Facebook: lo dicono le cifre che ci raccontano che sono 22,4 milioni quelli su FB, 3,6 quelli su Twitter e 2,8 quelli su Linkedin.

Il popolo di Twitter punta la sveglia alle 5 del mattino e raggiunge il suo picco massimo di attività tra le 18 e le 21. Il giorno preferito per cinguettare è il lunedì, seguito dal mercoledì e dal venerdì. Il sabato invece è giorno di riposo.

Gli hashtag più usati, da quelli pratici, a quelli di cronaca o generali: #sapevatelo, #news, #Lol, #terremoto, #brindisi, #bologna, #no2giugno, #Euro2012, #Monti, #Bossi, #Roma, #Milano, #PiazzaPulita, #ServizioPubblico e via così.

Di fondo una considerazione: i grandi eventi catalizzano, nel male o nel bene gli stati d’animo. Più forte che mai si è notato nel nostro Paese con gli avvenimenti recenti di cronaca e sport. Se la bomba davanti alla scuola a Brindisi ha generato picchi evidenti di disgusto, paura e tristezza, quelli generati a seguito del terremoto in Emilia sono stati prevalentemente di paura, tristezza e rabbia. Mood opposto ma altrettanto evidente con la partita dell’Italia contro l’Irlanda agli Europei che ha visto twittare in modo polare prima la rabbia e poi la gioia.

Studi precedenti, portati avanti negli Stati Uniti avevano rilevato anche tendenze generali non connesse ad eventi specifici, come, per esempio, la distribuzione abbastanza ricorsiva degli stati dell’umore nel corso della giornata, con maggior positività al mattino.

Questo genere di studio è ancora nella sua fase iniziale, ma potrebbe risultare molto utile ad un’analisi più approfondita ,nonché a una sorta di previsione nei comportamenti di massa. Per esempio è già ritenuta utile per scoprire l’andamento delle borse.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 22/06/12 alle ore 12:30 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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