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Raggio traente: la teoria è a punto, manca il prototipo

Il raggio traente che nei film di fantascienza di solito serve a catturare persone o veicoli spaziali potrebbe un giorno diventare realtà. Il professor Mordechai Segev del Technion-Israel Institute of Technology ha sviluppato infatti la prima teoria al riguardo.

L’idea di fondo è che un tipo di meta-materiali con indice di rifrazione negativo, cioè capaci di invertire la direzione delle onde elettromagnetiche (luce) che li attraversano, possano produrre il miracolo. Sfruttando gli stessi studi sull’invisibilità pare che sia possibile creare zone a pressione negativa in grado di muovere un oggetto.

Ovviamente al momento, anche in fase sperimentale, si parla della creazione di un piccolo tunnel di pochi millimetri di diametro. Un’inezia che non consentirà di trascinare veicoli, ma probabilmente solo particelle. In ogni caso è un inizio, ed è più che promettente considerato che fino a pochi anni fa era considerata una sfida impossibile.

Da rilevare poi che l’idea dell’uso della luce a “pressione negativa” rappresenta una delle possibilità, non l’unica. Ad esempio la NASA sta portando avanti un progetto analogo sperimentando almeno tre modalità diverse. L’obiettivo è sviluppare un sistema per sonde spaziali, ma non tanto per attrarre astronavi, bensì raccogliere particelle da fonti altrimenti inavvicinabili.

Mordechai Segev comunque ha già messo le mani avanti: la sua idea non è applicabile alle condizioni ambientali imposte dallo spazio. Ben più facile che vi siano applicazioni in campo medicale.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 26/06/12 alle ore 09:30 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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