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Il Cern di Ginevra annuncia: trovato il bosone di Higgs

Dopo diversi annunci pare che questa sia davvero la volta buona. Come spiegato nella conferenza stampa di questa mattina, al Cern di Ginevra, il grande centro di fisica nucleare europeo, sarebbero (quasi) sicuri di aver trovato il bosone di Higgs, l’ultimo pezzo del puzzle per costruire la mappa delle particelle elementari che costituiscono la materia. Il livello di sicurezza sarebbe oltre il 99,999%. Come dire, se non è lui ci assomiglia molto, dato che lo studio riguarda una particella con una massa attorno ai 125 gigaelettronvolts, il valore che i grandi fisici del secolo scorso avevano attribuito a questa inafferrabile entità. Sicuramente insomma, a detta di tutti gli esperti siamo davanti alla più importante scoperta scientifica degli ultimi 100 anni.

La rielaborazione dei dati del 2011 e i nuovi dati accumulati nel 2012 permetterebbero di arrivare a percentuali di sicurezza che solo la gigantesca macchina acceleratrice di particelle di Ginevra può garantire, grazie alla potenza di calcolo che è in grado di mettere in campo e all’acceleratore di particelle Large Hadron Collider (un anello sotterraneo di 27 chilometri di lunghezza che fa scontrare protoni quasi alla velocità della luce). Le particelle in uno strumento come questo sono messe in movimento e tenute nella giusta direzione da spaventosi campi magnetici forniti da magneti grandi come una casa di 4 piani. I due fasci sono spediti in direzioni opposte e, quando hanno raggiunto la velocità desiderata dai fisici, le loro traiettorie vengono alterate per farli scontrare uno con l’altro: un microurto a energie pazzesche utile per scovare le particelle più microscopiche della materia.

Finalmente, dunque, dopo quasi 50 anni e investimenti per 8 miliardi di euro si è conclusa la caccia iniziata nel 1964, quando Peter Higgs (oggi ottantaquattrenne, presente alla conferenza e commosso la momento dell’annuncio) pensò che per far quadrare i conti dovesse esserci da qualche parte questa particella. I dati raccolti ci permettono di chiudere un capitolo e di aprire il prossimo, legato alle proprietà della materia che non vediamo, e che chiamiamo oscura. Secondo gli scienziati infatti lo spazio è composto ancora al 96% da materia ed energia oscura, la cui composizione ed essenza ci sono completamente ignote. La strada da percorrere, come si suol dire, è ancora lunga.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 04/07/12 alle ore 11:30 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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