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BitTorrent Torque e RapidDrive, novità nel mondo del peer-to-peer

BitTorrent ha reso disponibile Torque in versione Alpha. Questa nuova funzione permette di integrare il celebre protocollo peer-to-peer direttamente nel browser. In questo modo si potranno scaricare file torrent senza il bisogno di usare software esterni, ma non è l’unica possibilità offerta da questa tecnologia.

Torque ha permesso di realizzare, per esempio, Paddle Over e OneClick. La prima è una web-app che consente di condividere file usando un’interfaccia intuitiva, mentre la seconda è un’estensione per Google Chrome in grado di rendere più immediati i download, anche se gli sviluppatori devono ancora sistemare qualche difetto. Cliccando sulla pagina dei Torque Labs si possono scoprire diversi altri progetti e alcuni di essi sono già in sviluppo.

L’unico requisito per sfruttare Torque è l’installazione di un’app JavaScript, che permetterà di sfruttare le potenzialità di questa tecnologia direttamente nel vostro browser preferito. Tuttavia vi ricordiamo che si tratta di una versione Alpha, che nella scala “gerarchica” delle applicazioni si trova un gradino sotto la Beta che solitamente precede il software definitivo. Per questo motivo non si può pretendere che tutto funzioni perfettamente, almeno finché gli sviluppatori non renderanno disponibile una versione ufficiale del software.

Le recenti evoluzioni del mondo peer-to-peer non interessano soltanto il protocollo BitTorrent, ma anche RapidShare, uno dei pochi siti sopravvissuti alla “mattanza” che ha fatto chiudere Megaupload e molti altri servizi simili. RapidDrive è infatti l’ultima trovata dei gestori del sito e si può descrivere come una sorta di hard disk virtuale disponibile online, ma con qualche differenza rispetto a servizi come DropBox, SkyDrive o Google Drive. La particolarità di RapidDrive è che si tratta di un’unità virtuale disponibile soltanto online. Per copiare un documento nella cartella bisognerà aspettare il caricamento, con tempi di attesa più o meno lunghi a seconda delle dimensioni del file. In modo simile, anche quando si vuole accedere a un file contenuto nella cartella, bisognerà aspettare che termini il download.

In questo senso i tradizionali servizi cloud che abbiamo citato sono più immediati perché i file sono archiviati fisicamente anche nell’hard disk del computer, tuttavia RapidDrive ha un vantaggio: non occupa spazio nel disco rigido del PC. Una vera manna dal cielo, soprattutto per gli utenti che hanno preferito privilegiare le prestazioni del proprio computer, magari usando un veloce e poco capiente SSD da 60 o 120 GB (i formati che hanno più successo). La speranza è che queste innovazioni non siano usate per facilitare la pirateria, anche se scommettiamo che le major cinematografiche e dell’industria musicale non saranno molto contente di queste novità.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 10/07/12 alle ore 09:30 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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