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Facebook al lavoro contro gli abusi sessuali: un occhio alle chat per prevenire i rischi

Facebook controlla i suoi utenti e lo fa nel loro interesse. L’affermazione sembra forte e nociva per la privacy, ma non si discosta molto dalla realtà dei fatti. Il social network per eccellenza, nella persona di Joe Sullivan, capo dell’ufficio di sicurezza, ha infatti dichiarato a Reuters di utilizzare un software per il controllo e la scansione di post e chat dei propri utenti. L’apparente violazione è però un sistema che si è scelto di utilizzare per monitorare la presenza di contenuti inopportuni, che potrebbero celare attività criminali. La decisione è nata come conseguenza del forte incremento degli abusi sessuali scaturiti in rete.

Il software, non ancora del tutto automatico, scansiona le chat alla ricerca di contenuti particolari, come parole volgari o scambi di dati sensibili. Non lo fa randomicamente, ma pare monitori situazioni particolari, come scambi tra persone che non hanno una storia di amicizia datata sul social, che non hanno amici in comune o che hanno una differenza d’età significativa.

Quando il sistema trova situazioni limite inoltra i messaggi alla sicurezza di Facebook, che a sua volta decide se mettere in allerta o meno la polizia.

Certo la scelta sembra guidata da interessi più che legittimi, con lo scopo di rendere più sicura la rete, ma le polemiche rispetto a questa invasione di privacy non mancheranno, così come le domande.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 16/07/12 alle ore 17:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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