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Chiusa la Botnet Grum da 140mila PC, debellato il 18% dello spam mondiale

La settimana scorsa la società di sicurezza FireEye e il servizio anti-spam SpamHaus, in collaborazione con numerosi Internet service provider (ISP) di tutto il mondo, hanno finalmente chiuso la botnet Grum. Questa rete di computer era responsabile da sola di circa il 18% dello spam mondiale.

Ora i server, sparsi per lo più fra Panama, Russia e Ucraina, sono spenti e i 120mila computer contaminati non manderanno più messaggi di posta indesiderati. In realtà non si tratta di una rete gigantesca di PC, ma a quanto pare erano più che sufficienti per dominare nel panorama dello spam mondiale.

“La chiusura di Grum è il frutto del lavoro di molti individui. Questa collaborazione manda un messaggio forte a tutti gli spammer: smettetela di spedirci spam, non abbiamo bisogno del vostro Viagra economico o di Rolex Falsi”, ha dichiarato Atif Mushtaq, ricercatore di FireEye.

La vicenda è finita bene ma gli esperti di sicurezza sono rimasti a bocca aperta di fronte alla capacità di reazione della botnet. In seguito alla chiusura del primo server olandese c’è stato uno switch su quelli di Panama. Dopo l’intervento di FireEye in America Centrale un secondo switch ha dirottato tutto in Ucraina.

“Abbiamo pensato che arrivati a questo punto sarebbe bastato spegnere il server russo, ma i gestore della botnet hanno puntato a nuove destinazioni di fronte ai miei occhi”, spiega Mushtaq. In parole povere non è detto che sia tutto finito, visto che i pirati informatici sono ancora in libertà.

Tuttavia si prevedono tempi duri per gli spammer. “Quando si usano i canali appropriati anche un ISP in Russia o Ucraina può essere spinto a terminare ogni collaborazione con i gestori delle botnet. Non ci sono più “porti sicuri” al giorno d’oggi. La maggior parte delle botnet solitamente teneva i loro centri di controllo negli Stati Uniti o in Europa. Successivamente si sono spostate in paesi come Panama, Russia e Ucraina sperando di non essere toccate. Abbiamo dimostrato che si sbagliavano”, spiega il ricercatore che confessa di avere un sogno. “Una casella di posta elettronica libera dalla spazzatura”.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 24/07/12 alle ore 12:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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