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Il razzismo si paga… Anche quello su Twitter!

“Con tutti gli africani che ci sono in Grecia, le zanzare che arrivano dal Nilo occidentale almeno mangiano il cibo come a casa”.  Con questo infelice commento, incautamente cinguettato su Twitter lo scorso 23 luglio, l’atleta greca Voula Paraskevi Papachristou si è giocata la sua olimpiade.

La ventitreenne campionessa di salto in lungo e salto triplo, ma non certo di diplomazia, è stata espulsa dalla squadra olimpica greca proprio per il suo commento razzista, giudicato inaccettabile dal Comitato Olimpico della Grecia.

L’atleta si è affrettate a bloccare il suo account personale su Twitter, affollato naturalmente da commenti negativi. Inutili le scuse tardive su Facebook , dove ha scritto: “Il mio sogno è connesso ai Giochi Olimpici e non avrei mai potuto parteciparvi se non ne rispettassi i valori. Non ho mai creduto nella discriminazione tra esseri umani e tra razze”.

Naturalmente la leggerezza della Papachristou avrà ripercussioni anche sugli altri atleti greci: un portavoce ha comunicato alla Associated Press che è stato imposto a tutti dalla commissione del loro paese di non parlare di nulla che non sia legato ai giochi sui social media.

Punizione esemplare e caso “zero” che forse farà scuola, insegnando a tutti che non si può sottovalutare la portata pubblica dei social media. Scripta manent anche online, e il razzismo è un messaggio inaccettabile, sia quello verbale che quello twittato.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 26/07/12 alle ore 12:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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