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Olimpiadi 2012. Giorgia Lupi: “Alle Olimpiadi con l’oroscopo”

Di Giorgia Lupi
(Nella foto Luca Tesconi, argento nel tiro a segno alle Olimpiadi di Londra 2012, nato il 3-01-1982)

“Devo ammetterlo: non sto seguendo le Olimpiadi assiduamente. C’è una domanda però relativa allo sport che mi affascina dal primo momento in cui mi ci sono imbattuta: esiste una relazione tra le medaglie conquistate e l’oroscopo degli atleti? Non sono matta. Avete mai sentito parlare del concetto di relative age? Il fenomeno dell’età relativa è la teoria che evidenzia le differenze di età tra i bambini nati nello stesso anno. Fin dai primi anni di vita, nella maggior parte dei sistemi educativi occidentali, i bambini vengono suddivisi in gruppi omogenei per età, sia per la formazione delle classi, che per l’iscrizione ad attività sportive. Soprattutto dall’infanzia all’adolescenza, è abbastanza ovvio notare come in realtà questi gruppi risultino effettivamente disomogenei: tra i più grandi e i più piccoli infatti vi possono essere anche più di 11 mesi di differenza, che in giovane età portano diversità notevoli di sviluppo fisico e mentale. Sull’argomento esiste una vasta letteratura, e soprattutto in termini di risultati scolastici il vantaggio potenziale dei bambini più grandi rispetto a quelli più piccoli è stato altamente dimostrato.

Alcuni studiosi dello scorso secolo hanno provato ad analizzare come il fenomeno dell’età relativa potesse influenzare anche i risultati sportivi di alcune tipologie di giochi di squadra, e come questo si modificasse dalla leghe giovanili fino ai professionisti. In moltissimi sport di squadra infatti, e soprattutto tra gli atleti più giovani, sembra essere dimostrato che non contano solo il talento, l’allenamento e la dedizione: avere 6 mesi di vantaggio, a 12, 13, 14 anni, può influenzare non poco le prestazioni. Nel bellissimo libro Fuoriclasse il sociologo e giornalista canadese Malcolm Gladwell traccia una lettura molto affascinante di come per arrivare al successo (nello sport, nelle arti, nella scienza, negli affari) oltre alle doti individuali, anche i dettagli delle biografie contano, e non poco. In ambito sportivo riprendendo ed interpretando gli studi di Barnsley, Thompson, Dudink, Glamser e Marciani, il nostro Gladwell racconta di come i bambini nati nei primi mesi dell’anno godano di più opportunità di essere scelti da allenatori ed osservatori sportivi rispetto ai loro coetanei. Una possibile spiegazione di questo risultato è stata trovata nel maggiore sviluppo (sia fisico che di coordinazione) dei bambini più grandi durante i primi anni di attività sportiva. Questa maggiore maturità viene spesso scambiata per maggiore abilità dagli allenatori, e quindi è più probabile che questi bambini vengano incoraggiati a proseguire l’attività sportiva fino alle leghe maggiori.

- Osservando l’organico dei Medicine Hat Tigers nel 2007, spicca agli occhi che il 40% degli atleti era nato tra gennaio e marzo, il 30% tra aprile e giugno, il 20% tra luglio e settembre e il 10% tra ottobre e dicembre. Non c’è bisogno di un’analisi statistica, basta semplicemente guardare l’organico della squadra. Quindi? I segni del Capricorno, dell’Acquario e dei Pesci sono i migliori? No, non è una questione di zodiaco. Per vincere talento, passione, lavoro duro e determinazione sono basilari, tuttavia anche un bel vantaggio di diversi mesi di allenamento e maturità in più certamente aiutano. Ma esiste il talento innato? Certo! Non tutti i giocatori di hockey nati in gennaio finiscono per fare i professionisti. Solo alcuni: quelli che hanno talento e preparazione – (Fuoriclasse, Gladwell)”

 

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 01/08/12 alle ore 15:00 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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