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Google penalizza i siti web pirata e spazza via i risultati dalle prime pagine

Google ha avviato una nuova strategia di penalizzazione dei siti che violano le regole sul copyright. Da questa settimana il motore di ricerca potrà contare su un aggiornamento degli algoritmi, che farà retrocedere i siti con contenuti pirata nelle pagine dei risultati. In sostanza tutti i siti web che hanno ricevuto notifiche di rimozione dei contenuti (nel pieno rispetto del Digital Millenium Act) non compariranno più ai primi posti delle ricerche degli utenti.

“Soltanto i detentori di copyright sanno se i contenuti sono autorizzati e solo le Corti possono stabilire se esistono violazioni del copyright”, spiega Amit Singhal, vice presidente Engineering di Google.

“Noi non possiamo capire se una pagina web abbia violato la legge sul copyright. Quindi anche se questi algoritmi influenzeranno il ranking di alcuni risultati delle ricerche non rimuoveremo alcuna pagina web dai risultati, almeno fino a quando non riceveremo una valida notifica di rimozione dal giusto possessore”. Tutto questo senza dimenticare lo strumento di “contro-notifica”, che servirà ai siti web per difendersi nel caso di errori o di abusi.

La mossa di Google ha però scatenato alcune reazioni negative, soprattutto dei difensori dei diritti digitali. Nel mirino il fatto che, a prescindere dalla correttezza o meno della segnalazione, i siti potrebbero subire comunque una penalizzazione. Potenzialmente potrebbe trattarsi di un danno enorme per aziende che basano la loro solidità economica sulle visite, considerando che la maggior parte degli utenti che usa Google raramente si spinge oltre la prima pagina dei risultati.

E per quanto riguarda YouTube? Ogni settimana i responsabili del celebre portale di video (di proprietà di Google) rimuovono migliaia di contenuti e molto probabilmente non cambierà nulla con questi nuovi algoritmi creati e continuerà ad affidarsi allo strumento di segnalazione integrato su YouTube.

Nessun provvedimento invece per alcuni siti che finiranno in una sorta di “white list”. Facebook, Twitter, IMDB e altri siti web godranno di un trattamento privilegiato che eviterà di retrocederli nelle pagine dei risultati.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 14/08/12 alle ore 16:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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