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Raggi laser per il teletrasporto quantistico, i fotoni viaggiano a 97 km di distanza

Un gruppo di ricercatori cinesi è riuscito a stabilire un nuovo record di teletrasporto quantistico, facendo viaggiare un segnale fra due stazioni a una distanza di 97 km. Prima d’immaginarvi le tecnologie futuristiche dei migliori film di fantascienza sappiate che stiamo parlando di informatica quantistica e, in particolare, di uno scambio di informazioni trasportate da un singolo fotone. Per il teletrasporto umano siamo ancora lontani “anni luce”, tuttavia la scoperta è rivoluzionaria perché potrebbe risolvere il problema della perdita di fotoni, tipico delle trasmissioni attraverso i cavi in fibra ottica.

Questa trasmissione diretta attraverso lo spazio (vuoto o aria) comporta una minore perdita di fotoni, ma richiede che il trasmettitore e il ricevitore siano perfettamente allineati, un’operazione che risulta molto difficile, soprattutto a una distanza considerevole.

I ricercatori hanno risolto il problema usando un sistema di puntamento e tracciamento ad altissima precisione. In questo modo Juan Yin e il suo team di scienziati sono riusciti a trasmettere molteplici fotoni facendoli viaggiare nell’aria, fra due stazioni separate da un lago.

Gli autori della scoperta spiegano che questo metodo funziona soltanto nelle ore notturne, ma il potenziale è elevato, al punto che potrebbe permettere la comunicazione perfino con i satelliti, a patto di effettuare le trasmissioni di notte.

Quando si parla di teletrasporto quantistico anche il minimo spostamento del trasmettitore, del ricevitore o del segnale (come può succedere in caso turbolenze atmosferiche) può annullare la trasmissione dei fotoni, perdendo completamente la comunicazione. Per questo motivo i ricercatori hanno messo a punto un potente raggio laser in grado di “prendere la mira” e permettere l’allineamento perfetto fra il trasmettitore e il ricevitore.

Nonostante questo tipo di trasmissione a lunga distanza sia molto incoraggiante dal punto di vista scientifico ci sono diversi limiti. Il primo è che non ci devono essere ostacoli fisici  e per questo motivo gli scienziati hanno condotto l’esperimento sulle rive di un lago, mentre il secondo riguarda la possibilità di effettuare la comunicazione soltanto di notte. Gli esperti delle trasmissioni “point-to-point” avranno bisogno di risolvere questi inconvenienti prima di riuscire a realizzare una rete quantistica satellitare.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 24/08/12 alle ore 10:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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