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Fervono i preparativi per la nona edizione del Salone del Gusto e Terra Madre

Dalla redazione di Torino, Francesca Dalmasso.

Il Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre di Torino aprirà le porte ai visitatori domani mattina alle 10.00 con l’inaugurazione ufficiale. Cinque giorni dedicati agli appassionati di enogastronomia e della cultura agroalimentare. Intanto nei padiglioni del Lingotto Fiere si corre contro il tempo: chi sistema vasetti e scatole sugli scaffali, chi dà disposizioni sull’allestimento degli stand, chi apporta le ultime modifiche tecniche. Le prelibatezze siciliane e sarde sono già arrivate in Piemonte questa mattina, seguite dai prodotti delle regioni più lontane. C’è già qualche presenza piemontese, ma la maggior parte dei produttori locali devono ancora presentarsi. Tante le speranze riposte nella manifestazione, che rappresenta una vetrina di rilievo per far conoscere i propri prodotti a un ampio pubblico, ma anche un buon modo per intessere relazioni commerciali.

L’azienda Pedroni di Modena espone il suo aceto balsamico dalla seconda edizione del Salone nel 1998 e da allora ha acquisito molti clienti che ritornano a cercarlo a Torino ogni due anni. La preoccupazione maggiore riguarda la crisi economica attuale, che potrebbe ricadere sulle vendite, “ma il bilancio si fa alla fine”. I proprietari dell’azienda agricola savonese Parodi, invece, sono giunti alla manifestazione per la quarta volta a proporre le loro marmellate preparate con il chinotto, “da magiare con il pane, ma ottime se abbinate a formaggi e cioccolato”. L’azienda
Mongetto di Vignale Monferrato, in provincia di Alessandria, partecipa all’evento torinese dalla prima edizione, facendo conoscere i propri prodotti tipici piemontesi: dai peperoncini farciti di capperi e acciughe alla mostarda di uva da abbinare al bollito e alla polenta. “La novità che proporremo quest’anno è il ragù bianco: una salsa fatta con il ripieno degli agnolotti, quasi un paté di carne”.

Oggi i 300 giornalisti accreditati che seguiranno l’evento nei prossimi giorni sono stati invitati per un giro di preview tra gli scaffali e gli stand. La passeggiata si è conclusa tra banani e alberi di papaya, nell’orto africano allestito negli spazi dell’Oval. Un Salone internazionale seguito dai media provenienti da 45 Paesi stranieri accreditati all’evento, più 25% rispetto al 2010. Mentre sono stati già comprati 20 mila i biglietti di ingresso, da
quest’anno acquistabili anche in prevendita. “Il settore della produzione alimentare di qualità può strategicamente farci uscire dalla crisi – ha sottolineato Roberto Burdese, presidente di Slow Food – Torino ancora una volta si conferma capitale mondiale non solo dell’enogastronomia, ma anche della politica del cibo. Un ruolo doppiamente strategico che il capoluogo piemontese si ormai è guadagnato nel mondo”.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 24/10/12 alle ore 17:58 e classificato in Mondo Vodafone » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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