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Atari dichiara game over

Atari, l’azienda operante nello sviluppo, nella pubblicazione e nella distribuzione di giochi per le principali console e pc, ha dichiarato il fallimento.

La big, fondata negli USA nel 1972, fu tra i precursori e leader dell’industria dell’intrattenimento elettronico nella prima metà degli anni ottanta, grazie ai suoi giochi arcade, alle sue rivoluzionarie console domestiche come l’Atari 2600 (VCS) e l’Atari Jaguar a 64-bit, alla prima console portatile a colori, l’Atari Lynx, e ai suoi pc a otto bit (Atari 400 & 800) e a 16 bit (Atari ST).

Venduta alla Warner Communications nel 1976, raggiunse proprio in quel periodo il suo massimo splendore, vendendo milioni di console Atari 2600.

Da PONG, il primo dei suoi videogame, ad Asteroids, Centipede, Missile Command, Test Drive, Backyard Sports e Rollercoaster Tycoon, il mondo dell’intrattenimento non sarebbe stato lo stesso senza la sua presenza.

Negli ultimi tempi la crisi sempre più profonda si è fatta sentire e i tentativi di uscirne sono stati vani, tanto che l’azienda si è appellata ora a uno strumento legale, la legge fallimentare statunitense, che ha lo scopo di proteggere l’azienda dai creditori per avviare un piano di ristrutturazione che la vedrà smembrarsi nella speranza di salvarne il cuore e reindirizzarlo verso business più produttivi come quelli delle app.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 22/01/13 alle ore 16:30 e classificato in Mobile & Tech » Apps & Games . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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