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Le responsabilità della rete: essere online non significa non avere leggi

Milano è in questi giorno teatro di una serie di incontri e conferenze dedicate al mondo dei social media, la Social Media Week.

Ieri, tra i vari argomenti, si è parlato di social e “legalità”, questione che coinvolge tutti gli utenti attivi in rete, consapevoli o meno. Tanti di noi, infatti, con grande probabilità, avranno, almeno una volta, infranto la legge in quella che è la loro vita online, e forse senza neanche saperlo.

Avete mai acquistato un quadro o una fotografia, digitalizzando poi l’immagine per poterla pubblicare sul vostro blog o sui vostri profili social e condividere con gli amici il vostro acquisto? Avete mai partecipato a un concorso fotografico con una foto scattata da voi, ma nella quale comparivano anche altre persone, ovviamente ignare di essere viste da una giuria di sconosciuti? E non avete mai scaricato o condiviso musica su servizi alla Napster? Insomma, tutti potremmo avere, almeno una volta, infranto la legge, che si tratti di quella sul copyright o di quella sulla privacy.

Sulla rete siamo tutti fruitori, ma inevitabilmente diventiamo anche tutti produttori di contenuti: ogni giorno pubblichiamo status, twittiamo, aggiungiamo foto al nostro profilo, condividiamo immagini, canzoni e tanto altro ancora su numerose piattaforme web.

Questo fa sì che, spesso senza rendercene conto, siamo soggetti a una responsabilità legale, proprio come quando siamo offline.

Casi noti ci hanno insegnato che i “big” possono rischiare di vedere le loro piattaforme sequestrate tramite oscuramento, nel caso violino delle norme. Ne è stato esempio il caso di Avaxhome, forum che raccoglieva link a file che gli utenti mettevano in condivisione, oscurato poiché violava il diritto d’autore dei proprietari dei contenuti  condivisi.

Ma basta rimanere nel nostro piccolo, perché come Avaxhome, anche noi rischiamo di ledere i diritti di chi possiede immagini e contenuti che scegliamo di condividere nel nostro mondo social e online.

Due le questioni principali sulle quali riflettere. La legge relativa al diritto d’autore è una legge datata (risale al 1941), che non è certo stata pensata per un mondo come quello odierno, basato sulla rete e sui social media. Una legge che funge da grande contenitore dove non c’è distinzione tra opere d’arte materiali, contenuti digitali o altro e che andrebbe ripensata e riadattata alle diverse situazioni in continua evoluzione.

Non meno importante è la mancanza di consapevolezza tra gli utenti, che proprio a causa della difficile attuabilità di certe norme in rete, non sono consci che anche quello che si fa sul web ha un peso e può avere conseguenze.

In attesa di sviluppi legislativi sempre più necessari, a noi utenti basterà avere qualche piccola attenzione in più per evitare problemi. Il mondo della musica offre ormai diverse soluzioni di condivisione, si pensi a Spotify. E se capita di utilizzare contenuti e immagini altrui basta ricordarsi di citare la fonte o, se previsto, di retribuirla. In alternativa è comodo affidarsi a licenze Creative Commons, molto chiare e utili, sia per proteggere i propri contenuti, sia per rispettare quelli degli altri.

 

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 21/02/13 alle ore 10:00 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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