Mobile & Tech » Hi-Tech

L’Italia punta alle Smart City

Al Politecnico di Milano si è parlato ieri di “Internet of things”, l’internet delle cose, ovvero il mondo della rete esteso agli oggetti.

I numeri del rapporto esposto dall’Osservatorio della School of Management stupiscono perché, senza che ce ne accorgessimo, gli oggetti interconnessi via cellulare in Italia hanno raggiunto la consistente cifra di 5 milioni. Una crescita del 25% rispetto al 2011, per un valore di mercato di oltre 800 milioni di euro.

Dagli elettrodomestici ai componenti auto, sono tante dunque le cose inanimate che comunicano tra loro o con noi, direttamente in rete, tramite applicazioni o servizi appositi. Le automobili coprono quasi la metà degli oggetti connessi (il 42%), con box GPS/GPRS per la localizzazione dei veicoli privati e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative, oppure soluzioni per la fornitura di informazioni geo-referenziate sulla situazione del traffico (Infomobility). E poi c’è il settore della domotica, sempre più in via di sviluppo, e quello dello Smart Metering, i contatori intelligenti di gas ed elettricità.

Proprio guardando a questi ultimi parte l’idea, obiettivo centrale dei prossimi anni, di portare a un livello più alto l’Internet delle cose, per realizzare delle vere e proprie “Smart City“, città intelligenti, con sistemi di monitoraggio e di gestione di elementi quali il traffico, i parcheggi, gli spazi verdi, l’illuminazione pubblica, la verifica del riempimento dei cassonetti dei rifiuti e tanto altro ancora.

Le ricerche effettuate sul tema dimostrano in modo chiaro i vantaggi che deriverebbero dall’utilizzo di sistemi di questo tipo. Su una città di 70mila abitanti estesa su una superficie di 60 kmq e basata sull’interconnessione tra illuminazione e gestione dei rifiuti, per esempio, i risparmi sarebbero compresi tra il 25% e il 50% dei costi di investimento e tra il 50% e il 70% dei costi operativi rispetto a una città identica che non applichi questa interconnessione.

”La maggior parte delle attuali applicazioni sfrutta solo in parte le potenzialità dell’Internet delle cose, ma il segnale è molto positivo: c’è un interesse concreto verso processi e servizi che necessitano di oggetti connessi. Questo aspetto, unito alla presenza di soluzioni tecnologiche ormai mature, rappresenta una solida base per l’affermazione nel prossimo futuro”, spiega Angela Tumino, co-responsabile della ricerca.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 07/03/13 alle ore 14:15 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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